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Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Dal web-
Destinazione Stelle
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a cura di Leonardo Nicolì
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Occhi, occhiali e lenti a contatto
di Venanzio Fonte
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Siamo nel periodo dell'Avvento
e quante chiacchiere superflue
ronzano in TV
Pubblicità e propaganda politica
a gogò: non se ne pole propio più!
Mischiare .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Sanità e le donne

4/3/2025 - 13:43


Negli ultimi anni, la sanità italiana ha attraversato un periodo di sfide senza precedenti, con ripercussioni significative sulla salute delle donne.
 
 I dati parlano chiaro: nel 2023, l'attesa media per una visita specialistica nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha superato i quattro mesi, e per esami diagnostici come la risonanza magnetica e la TAC, le attese possono arrivare fino a dodici mesi.
 
Questi ritardi, purtroppo, non sono solo numeri; rappresentano una barriera reale per molte donne che, a causa della scarsità di risorse economiche, si vedono costrette a rinunciare alle visite di controllo. La situazione è particolarmente allarmante per le donne appartenenti a categorie svantaggiate, come quelle che vivono in aree rurali, le donne con disabilità, le migranti e le richiedenti asilo.
 
Questi gruppi spesso non sono consapevoli dei loro diritti e delle opzioni disponibili per ottenere assistenza sanitaria adeguata. È qui che la mancanza d'informazione si trasforma in un’ingiustizia, perché ogni donna merita di conoscere e rivendicare i propri diritti in materia di salute. In risposta a queste difficoltà, si osserva una crescente tendenza al ritorno ai rimedi tradizionali e alle pratiche preventive. Sono sempre più numerose le donne che iniziano a riscoprire i benefici dei rimedi naturali e della gestione autonoma della salute.
 
Questo fenomeno non è solo una reazione alle difficoltà del sistema, ma segna anche una nuova consapevolezza sull'importanza della prevenzione. L’autogestione della salute diventa una strategia fondamentale per evitare il deterioramento delle condizioni di salute e limitare la necessità di interventi medici complessi. Per contrastare questa emergenza, il Ministero della Salute ha presentato il nuovo Piano nazionale di gestione delle liste d'attesa 2025-2027, un progetto ambizioso che aggiorna le strategie precedentemente adottate.
 
Questo piano, attualmente in attesa di approvazione in Conferenza Stato-Regioni, mira a garantire un accesso più rapido ed equo ai servizi sanitari. Inoltre, la Legge di Bilancio 2025 prevede un aumento del limite di spesa per le Regioni per l'acquisto di prestazioni dal privato accreditato, un passo importante verso la riduzione dei tempi di attesa. Le Regioni che implementeranno con successo misure efficaci per diminuire le liste d'attesa riceveranno premi, incentivando così un’azione tempestiva e responsabile. Nonostante gli sforzi istituzionali, non possiamo dimenticare l'importanza cruciale della sensibilizzazione.
È essenziale promuovere ulteriormente la consapevolezza sull'importanza della prevenzione tra tutte le donne, indipendentemente dalla loro condizione socio-economica.


Solo attraverso un approccio integrato, che combini interventi strutturali nel sistema sanitario e iniziative di emancipazione individuale, avremo la possibilità di migliorare sostanzialmente la situazione sanitaria delle donne in Italia. Le sfide sono molteplici, ma insieme possiamo costruire un futuro in cui ogni donna abbia il diritto e la possibilità di prendersi cura della propria salute. La strada da percorrere è ancora lunga, ma il cambiamento è possibile, e ogni piccolo passo verso la consapevolezza e l'azione conta.
 
Giovanna Loccatelli



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5/3/2025 - 8:17

AUTORE:
AUTRICE Pasqualina

Ritardi e rinunce...ce n'è per tutti, e non solo per le donne!
Ma i poveri, la gente comune, la popolazione in genere è diventata carne da macello o scarti della società, da manovrare spostare scambiare lasciarla nella sofferenza più atroce o addirittura sopprimerla per fare spazio o dare impulso allo sviluppo...che non è progresso!
Il progresso prevede un miglioramento generale e diffuso, un alito di sollievo per tutti indistintamente...lo sviluppo invece solo ciccia per pochi e ossi rileccati per la massa!!!