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Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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a cura di Roberto DI GAETANO
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Dal web-
Destinazione Stelle
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a cura di Leonardo Nicolì
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
di Umberto Mosso
L’AMICO DEL PIROMANE.

6/4/2025 - 11:37

L’AMICO DEL PIROMANE.


Non considero avversari i partecipanti alla manifestazione di ieri a Roma. Semplicemente penso che la stragrande maggioranza di quelle persone fosse lì credendo che si trattasse di chiedere Pace e invece ha fatto da comparsa ad un pezzo della lotta tra M5S e PD per la leadership di un aggregato elettorale del quale si contendono perfino il nome.
Chi lo chiama “campo largo”, chi “centro – sinistra” rigorosamente col trattino, chi "polo progressista", fatto sta che quell’aggregato fatica a diventare una offerta elettorale ed è ancora ben lontano da costituire una alternativa politica di governo.
Per divergenze di carattere politico? No, che in democrazia le divergenze politiche nelle mani di un buon cuoco diventano ingredienti da gourmet.
No, le divergenze sono soprattutto personali. In particolare la leadership della futuribile maggioranza è contesa tra Conte e Schlein mentre i due, paradossalmente, sono ancora una minoranza.
In questo c’è la misura dell’inconsistenza politica dei due personaggi e del perché Meloni sia più insidiata da Salvini che da loro. Sarà dura costruire una alternativa, ci vogliono tempo e pazienza, come con l’orto.
Quindi ieri mentre migliaia di persone in buona fede pensavano alla Pace ce n’era una, Conte, che pensava “Schlein, beccati questa!”.
Per il resto la solita commedia degli equivoci di gente che, purtroppo, è stata abituata a pensare che se piove è colpa dell’ombrello e che, dunque, è meglio non averlo perché se ce l’hai alla fine lo devi usare.
Capisco che nel disordine generale del mondo si preferisca pensare alla Pace come un dono del cielo piuttosto che una tragica conquista da raggiungere attraverso azioni spesso durissime.
E’ più facile e rassicurante far vibrare insieme cuori e parole piuttosto che decidere di dover cambiare la propria vita costretti a difendersi.
Quello che non capisco è come si possa cadere nel tranello di usare la Pace, ed essere usati, come arma di divisione della società.
Ieri Conte ha voluto dividere gli italiani in pacifisti e bellicisti.
Una divisione perfida, perché nessuno preferisce la guerra alla Pace. Lo ha fatto mentre “la politica” europea sta cercando faticosamente di superare un lascito ancora non del tutto smaltito di errori, ritardi e divisioni.
Lo ha fatto e continuerà a farlo, Conte, proprio mentre un nemico sempre più insidioso sta tentando di aggiungere guerra a guerra e di dividerci per piegarci ad una nuova subalternità con la convergenza folle di Putin e Trump.
Lo ha fatto, Conte, mietendo vittime della sua demagogia chiedendo più spesa sanitaria e non armi dopo essere stato il capofila, pervicace e protervo, del rifiuto dei 36 miliardi del Mes Sanitario.
Ho cercato inutilmente tra le foto di ieri un cartello, uno striscione, una scritta di pietà per il popolo ucraino massacrato dalla Russia di Putin. Pietà, se la solidarietà poteva sembrare troppo a chi affermava su uno striscione che “il popolo russo non è mio nemico”. Affermazione del tutto inutile, dato che è Putin il principale nemico del popolo russo, ma questo, in nome di Navalny e Politkovscaja, nessuno lo dice da quelle parti.
Questo è quello che squalifica i burattinai pacifinti, guerrafondai nell’animo, che hanno sempre fatto della resa del popolo ucraino alla prepotenza criminale di Putin un sinonimo di Pace.
Chi chiede di fermare il riarmo europeo non sta chiedendo la Pace ma, al contrario, vuole trasformarci in un obbiettivo più facilmente aggredibile.
Come rifiutarsi di mettere gli idranti antincendio, che si spera non debbano mai essere usati, perché si è certi che non ce ne sarà bisogno. Se ne sei certo o sei un irresponsabile o sei il piromane o un amico del piromane.










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