Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.
Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile

Celebrare le Mamme Invisibili.
In un mondo dove la maternità viene spesso raccontata come un sogno naturale e spontaneo, ci sono storie che restano in silenzio.
La mia è una di queste.
Ho intrapreso il difficile percorso della procreazione assistita, e anche se non sono diventata madre, so cosa significa sperare, lottare, e poi fare i conti con un’assenza che pesa come una presenza mancata.
Oggi voglio dedicare un pensiero profondo e sincero a tutte le donne che, come me, hanno vissuto questo cammino.
La procreazione assistita mette alla prova il corpo, la mente e il cuore. Richiede cure, tempo, energie, e sacrifici economici non da poco. Ma soprattutto richiede una forza emotiva che non si può misurare. Ogni tentativo porta con sé una speranza nuova, ogni attesa è un momento sospeso, e ogni fallimento lascia ferite silenziose.
Quando il sogno non si realizza, resta un dolore che spesso non ha parole, nascosto dietro sorrisi di circostanza o risposte vaghe a domande troppo dirette.
Voglio celebrare le "MAMME INVISIBILI" perché per me significa dare dignità a un’esperienza che ha segnato profondamente la mia vita.
Anche senza un figlio tra le braccia, ho conosciuto l’attesa, l’amore incondizionato, la delusione e il lutto.
È tempo che queste emozioni trovino spazio nel racconto collettivo della maternità. Perché dietro ogni test negativo c’è una storia che merita ascolto, rispetto e delicatezza.
Rendere omaggio alle MAMME INVISIBILI è per me un atto d’amore e di verità.
È dire a noi stesse e alle altre: “Ti vedo, ti ascolto, ti sono vicina.” E con gesti semplici ma autentici, una parola, un abbraccio, uno spazio dove potersi raccontare senza giudizi; possiamo trasformare il senso di isolamento in una forza collettiva.
Possiamo creare una comunità dove il dolore trova accoglienza, e dove il sogno, anche se infranto, continua a vivere nella solidarietà tra donne.
Perché nessuna madre è davvero invisibile, se scegliamo di guardare con il cuore.
Irene Bachi
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