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Il precedente articolo di Franco Gabbani sul Castello di Vecchiano e la Chiesa di Santa Maria ha riscontrato un successo di lettura senza precedenti, con oltre 1400 letture sulla Voce e 1000 utenti singoli che lo hanno raggiunto su Facebook nella pagina dell'Associazione.

Ovviamente non conosciamo le letture su altre pagine su cui è stato condiviso, ma questi dati indicano con chiarezza il gradimento nei confronti dei temi storici del territorio.

Interesse dimostrato anche da Agostino Agostini, che ci ha proposto alcuni argomenti correlati.

Non vorrei essere cavilloso, però il simbolo di Soru .....
Ma come si fa a prendere in considerazione uno come .....
. . . a non volere nella lista Soru il simbolo di Italia .....
Il 17 gennaio scorso Renzi, con una nota ANSA, ha .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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Pisa, 29 febbraio
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Pisa, 27 febbraio
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Avane, 24 febbraio
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Pisa, 25 febbraio
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Attiesse Spettacolo
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L'amore è amore
senza se e senza ma
Raggiungerlo
è l'aspirazione
più ambita
desiderata
sentita
a cui tende
ogni creatura. . .
pur essendo .....
LA TARI è ARRIVATA E SALATA
MA IL KIT PER LA RACCOLTA NON ANCORA
SIAMO A MARZO.

COME MAI?
COSì NON VA BENE.
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CATERINA98

21/11/2010 - 11:00

 

 

 

CATERINA98

 

 

"Cari lettori, sappiate che sono una ragazza di 12 anni ero a scuola con filippo ma non in classe sua. Sono comunque rimasta a bocca aperta e con le lacrime sul viso quando ho saputo di questa bruttisima notizia. "


 

Non so se avete letto questo post arrivato alla Voce in coda alla morte per suicidio di quel piccolo di San Martino Ulmiano. Una letterina di una tenerezza infinita.

 

Una ragazzina di 12 anni è ancora una bambina, sboccia ora alla vita. Presto sentirà cambiare il suo corpo, coglierà sensazioni nuove e straordinarie che la stupiranno, la sorprenderanno con la loro forza, cercherà di trovare se stessa negli altri, confrontandosi, guardandosi allo specchio in maniera diversa, scoprendo il cambiamento del proprio corpo, cominciando a valutarsi come donna mentre prima si considerava solo bambina.

 

Ma prima di questo cambiamento, che la accompagnerà nel diventare finalmente donna nel fisico e nella mente, ora è ancora una bambina, lo si capisce dal suo scritto, dalle sue parole, semplici, innocenti, ma con cui ha voluto esprimere il suo dolore e la sua partecipazione.

 

Non era nella classe di Filippo ma sente ugualmente il dolore della morte di un amico, di un conoscente, di uno della sua età e involontariamente capisce, in maniera quasi brutale, che il mondo non è solo quello delle favole dove tutto va bene, dove tutti sono buoni, dove la tristezza e il male non hanno diritto di esistere.

 

E’ il primo contatto, quasi fisico, con la realtà. E la realtà è purtroppo una morte, una morte oltretutto provocata, una morte violenta, voluta, un rifiuto della vita che sicuramente Caterina riuscirà con difficoltà a comprendere. Sarà per lei un trauma ed una crescita, la consapevolezza della realtà messa brutalmente in confronto con la fantasia delle favole.

 

Siamo con te Caterina. Anche noi adulti siamo colpiti e frastornati. Non capiamo, ci domandiamo, vorremmo capire e sapere come possa succedere che un ragazzino di 12 anni appena abbia voluto, per sua volontà, rinunciare alla vita, lasciare i suoi cari, i suoi amici. Ha lasciato un bigliettino, in cui si scusa del gesto, un altro gesto tenero nella sua estrema drammaticità.

 

I genitori si interrogheranno, si chiederanno se hanno sbagliato, cosa non hanno capito, cosa hanno fatto e cosa non hanno fatto per evitare questa tragedia. Porteranno con loro il dolore di questa perdita ma non avranno colpa.

 

Ogni tanto qualche ragazzo o ragazzino, maschio e femmina, compie questi gesti. Esiste una statistica, esistono delle specifiche patologie sempre alla base di questi episodi, ma sono raramente e difficilmente comprensibili. Sia dai genitori che dai medici di questi piccoli pazienti che mascherano molto bene il loro disagio. E’ l’età in cui i normali sintomi di un disturbo dell’umore (lo dice il prof.Cassano alla tv) non si manifestano come negli adulti e la depressione nell’infanzia fino a pochi anni or sono era addirittura negata come patologia.

 

Rimane solo il dolore, quello della perdita, quello della mancanza di un futuro comune, della mancata realizzazione dei sogni che un figlio sempre genera nei genitori.

 

Anche noi come Caterina ti salutiamo, Filippo, che tu sia felice dove sei.

Dove speriamo ci sia anche un campo di calcio dove tu possa fare un gol come quello di domenica, quel gol che ti ha riempito di gioia e di cui andavi fiero. Forse in quel momento eri felice. Vorremmo ricordarti, anche noi che non ti abbiamo conosciuto, proprio così.

Trilussa

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