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Questa volta lo sguardo dello storico Gabbani si spinge molto più lontano dal solito, addirittura fino all'anno Mille, per raccontarci le complesse e appassionanti vicende del Castello e della Chiesa di Santa Maria, anche se i fatti maggiormente approfonditi sono quelli del 1800.Ancora una volta emerge prepotentemente la storia di questi luoghi e la sua ricchezza, secondo me non utilizzata adeguatamente sia nella fruibilità verso chi abita il territorio, sia per supportare uno sviluppo turistico ampiamente meritato per gli eccezionali contenuti, anche archeologici. 

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Bada se io smetto, te smetti ar seguro, la indi per .....
Della tua liaison con la Moretti mi interessa il giusto, .....
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per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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L'amore è amore
senza se e senza ma
Raggiungerlo
è l'aspirazione
più ambita
desiderata
sentita
a cui tende
ogni creatura. . .
pur essendo .....
BG. sono un nuovo abitante di migliarino
abito in via mazzini a meta tra il mobilificio e la chiesa . a qualsiasi ora la velocita sulla strada e'molto .....
PISA E PROVINCIA
Allarme degli ambientalisti: si consuma troppo territorio in pianura

12/12/2010 - 7:36

Le associazioni ambientaliste di Pisa e provincia si sono riunite per lanciare l'allarme in relazione al progressivo consumo del territorio nella piana di Pisa, San Giuliano e Vecchiano, che presto sarà interessata anche dalla costruzione della tangenziale di nord - est per il collegamento di Cisanello con l'Aurelia a Madonna dell'Acqua. Ecco il documento approvato:

 

PISA E PROVINCIA - Venerdì 10 dicembre, presso la sede della Pubblica Assistenza di Pisa, in via Bargagna, si è svolta un'assemblea per parlare dell'ex futuro del "Parco Centrale".

Pisa ha subito negli ultimi anni molte trasformazioni e altre ancora sono previste, un complesso di opere che muterà la sua fisionomia.

Sia a causa dei tempi lunghi in cui le trasformazioni avvengono, sia per la difficoltà di coglierle nel loro complesso, il cittadino è portato a valutare il singolo intervento, senza avere la percezione di come la sua città muti.

Le associazioni ambientaliste di Pisa vogliono che si rivolga l'attenzione al sistema città, un sistema che tende a consumare risorse (il territorio prima di tutto) in modo crescente e, in prospettiva, insostenibile, come di mostrano i dati del Rapporto sull'Ecosistema Urbano pubblicato da Legambiente.

Per capire cosa sta accadendo e per fornire uno strumento di riflessione a tutti i cittadini e alla Amministrazione, le associazioni hanno redatto un dossier sul complesso delle trasformazioni urbane, realizzate e in progetto.

Impossibile dare un giudizio sintetico sulle molte opere: talvolta sarebbe positivo, talvolta negativo, talvolta ne ammetterebbe la necessità, talvolta sarebbe articolato.

Tuttavia, significativamente, al dossier è stato dato il titolo "La dove c'era l'erba …": se edificare è solitamente un buon investimento per il costruttore, spesso peggiora la qualità della vita.

Purtroppo è pensiero diffuso, anche tra gli amministratori, che la nascita di nuovi edifici, la crescita della città, il suo estendersi mangiando la campagna intorno sia di per sé un fatto positivo; così spesso nascono nuovi insediamenti, senza che ne sia stata valutata la sostenibilità e i problemi connessi di mobilità, di impermeabilizzazione del suolo, di verde per lo svago, i equilibri ecologici, di spazi sociali.

Talvolta non se ne capisce la necessità per una popolazione che negli ultimi anni si è ridotta.
Le associazioni ambientaliste vorrebbero una città bella, vivibile, equilibrata. Perciò si impegneranno in una campagna per informare e coinvolgere i cittadini su un problema specifico, ma che riguarda quello che è oggi il più grande quartiere della città, Cisanello/Pisanova.

Qui, nell'area di quasi 14 ettari compresa tra via Cisanello e via Bargagna, il Piano Strutturale del 1998 prevedeva un "Parco Urbano Centrale" come "invariante strutturale", cioè un bene da "tutelare per le generazioni presenti e future e per l'equilibrio del territorio".

Ma progressivamente, con diversi atti di pianificazione urbanistica, il parco si è ridotto a qualche area verde marginale nei ritagli tra palazzi e parcheggi. Non più uno spazio per passeggiare, fermarsi, incontrarsi, fare sport, far giocare i bambini, ma uno dei tanti siti urbani tra due strade di scorrimento per chi corre fuori città. Se così sarà, si perderà l'ultima occasione di avere un vero parco urbano, un polmone in mezzo all'abitato che a Pisa manca: gli spazi sono finiti, di parco urbano non si parlerà più.

Le associazioni ambientaliste si augurano che ci sia ancora la possibilità per riprendere le prime positive intenzioni e che cittadini e istituzioni locali abbiano l'occasione di confrontarsi.

 

Fonte: Movisat
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15/12/2010 - 12:43

AUTORE:
Franco

Ho ricordato già una volta, in un breve contributo sul forum, che altri paesi europei, più ricchi e demograficamente non meno attivi dell'Italia - che si trova in coda da questo punto di vista - hanno stabilito per legge un limite massimo di territorio da consumare ogni anno, per edificazioni e opere, pubbliche e private di qualsiasi genere. Tanto per esemplificare, tale limite corrisponderebbe per il Comune di S. Giuliano, ora interessato anche alla costruzione di una considerevole circonvallazione, a meno di tre ettari l'anno. Qualche tempo fa erano le forze politiche di destra quelle che paventavano "lo sviluppo zero"; purtroppo la miopia colpisce in modo che pare irrimediabile anche lo schieramento contrapposto, accomunato dalla medesima ignoranza degli effetti anche economici che avrà il deterioramento dell'ambiente. Sembra che per il tornaconto di una minoranza influente e si voglia compromettere il nostro futuro, prossimo non remoto, e impoverirci tutti. Le amministrazioni locali hanno un potere decisivo, quando scelgono per i più diversi plausibili (in molti plaudono!) motivi di consumare il suolo, invece di migliorare anche esteticamente ciò che preesiste e che è già molto sovradimensionato, da ogni punto di vista che razionalmente ci venga in mente. Credo che la sinistra si trovi a cimentarsi sul suo ultimo banco di prova. Non si tratta di sposare un'ideologia ambientalistica (io stesso non sono certo un "verde" nel senso italico del termine), ma semplicemente di essere interpreti del bene comune, rappresentato prima di tutto dal suolo!