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Proseguendo la serie di articoli sulle vicende ( e leggende) del territorio, Agostino Agostini ci regala il resoconto immaginifico del serpente-alato, che abitava il castello dei Pagano da Vecchiano. Fu ucciso - secondo la leggenda - da Nino Orlandi nel 1109 nella selva palatina di Migliarino (oggi tenuta Salviati). Imbalsamato fu posto nel Duomo di Pisa ma ando' perduto nell'incendio del 1595. Una ulteriore riprova della grande ricchezza storica del nostro territorio.
Ammetto l'errore, ho solo visto il simbolo di presentazione, .....
. . . . Buonafede Alfonso, candidato sindaco di Firenze, .....
Cosa ci dicono le votazioni in Sardegna?

Calenda .....
Più che sembrare cavilloso mi sembri "mistificante" .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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Eccolo
Come una furia scatenata
è arrivato il vento
a riportare tormento
alle marine
Prima con le piogge
che hanno colpito
la montagna
con smottanento
frane .....
LA TARI è ARRIVATA E SALATA
MA IL KIT PER LA RACCOLTA NON ANCORA
SIAMO A MARZO.

COME MAI?
COSì NON VA BENE.
MARINA DI PISA
Il nuovo porto turistico sarà pronto dal 2012

28/12/2010 - 7:53

MARINA. Il nuovo porto turistico sarà pronto per accogliere le barche prima dell’estate del 2012. La conferma arriva dalla Boccadarno Porto di Pisa spa.I lavori, iniziati nell’aprile 2010, sono illustrati dal professor Paolo Sammarco, docente di idraulica all’università romana di Tor Vergata e autore del progetto insieme al professor Alberto Noli della Modimar.«Un porto come quello di Boccadarno non ha molti eguali - dichiara Sammarco - in quanto è inserito in un contesto di grande pregio storico e ambientale. Ma prima di tutto dobbiamo ricordare che progettando e realizzando il porto abbiamo bonificato e riqualificato un’area che era fra le più degradate della costa toscana. Abbandonati da circa vent’anni e ormai fatiscenti, i ruderi della ex fabbrica deturpavano l’intera costa pisana. Aggiungo che probabilmente il parco naturale - o comunque gli enti pubblici competenti - non avrebbero mai avuto le risorse per acquisire l’intera area, che era ed è proprietà privata, per fare la bonifica che è stata fatta».

Fonte: Il Tirreno
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