none_o


In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Nelle discussioni dei candidati per l'europa non si .....
. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
“anche il ritardo nella giustizia è di per se ingiustizia”
none_a
Editoriale di Christian Rocca (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
none_a
di Stefano Ceccanti, costituizionalista (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
none_a
IMMAGINA San Giuliano Terme
none_a
REDAZIONE - de Il Foglio
none_a
Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
FINALMENTE DOMENICA!
Ovidio Della Croce
E se provassimo a smettere di camminare in fila indiana?

6/3/2011 - 9:28

Piccole e grandi prove per cominciare a ragionare in cerchio 

Se sentite una goccia d’acqua che scende dal rubinetto e siete a letto che fate? Uno potrebbe pensare: è solo una goccia, mi devo alzare proprio io? Ci penserà qualcun altro a chiudere il rubinetto. Intanto le gocce scendono scendono scendono... mentre lui dorme e ronfa. Quale storia laggiù attende la fine? 

 

Ascanio Celestini ha scritto il suo finale in un libro intitolato Io cammino in fila indiana, una raccolta di parabole anarchiche e sovversive di cui trascrivo un assaggio: 

“Io cammino in fila indiana.
Io sono il numero 23724.

Non lo posso dire con certezza.

È una cosa che ho dedotto dal fattoche quello che cammina davanti a me mi ha detto che lui è il numero 23723.

Perciò se la matematica non è un’opinione io sarei proprio il 23724.” 

 

Al centro di ogni storia ribelle di questo libro c’è un’immagine, da cui partono le parole di un breve “racconto-cerino”. Durante la lettura ecco spuntare un dubbio o un lume nella nostra testa e alla fine un sorriso amaro sulla nostra bocca. Ricordo di essere ammutolito quando, qualche anno fa, dopo il suo spettacolo “Appunti per un film sulla lotta di classe”, tesi la mano ad Ascanio Celestini per salutarlo e gli dissi: “Ciao, perché non gli facciamo un dispetto e votiamo Sinistra arcobaleno?”. Mi fece: ”Ciao”, mi strinse la mano, scosse la testa e con una smorfia sulla bocca continuò a parlarmi del suo impegno militante con i precari autorganizzati del call center Atesia. E ora con questo libro ci avverte: “A volere smettere di camminare in fila indiana, bisogna cominciare a ragionare in cerchio”. Proviamo. 

 

Se il 1° marzo avete visto manifestare per le strade migranti che chiedevano il diritto di cittadinanza a chi nasce in Italia, il diritto di voto amministrativo e la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione, immaginate che sono persone uscite dalla fila indiana. 

 

Se pensate che sia il momento di riprenderci le scuole pubbliche, di associarsi all’Anpi e di continuare a manifestare il 12 marzo per difendere la Costituzione, state smettendo di camminare in fila indiana.  

 

E poi molte altre piccole e grandi cose possiamo immaginare anche noi per ragionare in cerchio. Cresce quello della legalità democratica: lunedì 7 marzo da Pisa parte la Carovana Nazionale Antimafie che percorrerà molte regioni europee e tornerà a Pisa mercoledì 16; sono previsti incontri con studenti, un dibattito sullo sfruttamento dell’immigrazione nella provincia di Pisa e una cena con prodotti delle terre confiscate ai mafiosi. “Bambini alla riscossa”, promette il marzo della ludoteca per ricordare i 150 anni dell’unità d’Italia. Se domenica 20 marzo alle ore 17:00 al Teatro Rossini di Pontasserchio andiamo con i nostri bambini e le nostre bambine allo spettacolo delle e con le bravissime Chiara Pistoia e Francesca Pompeo sulla cittadinanza cre-attiva e interiore, ispirato a Pinocchio, burattino ribelle, continueremo a formare i cerchi della legalità che si sono avviati nei laboratori di molte classi delle scuole del nostro territorio. Se sabato 9 marzo siete andati col vostro bambino o bambina al carnevale nella natura “Alberi in maschera”, organizzato con la collaborazione di Legambiente nel Parco di Migliarino-San Rossore si sarà formato un bosco incantato che vive nella macchia, fuori dalla fila indiana. E i volontari che hanno pulito la spiaggia di Marina di Vecchiano insieme per le dune ad asini e cavalli in una fredda giornata di febbraio, sono altre persone uscite dalla fila indiana.


Se abbiamo firmato il referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua come ha fatto Ascanio Celestini e vogliamo vincerlo, proviamo a uscire dalla fila indiana in cui il Ministro degli Interni, il governo e le società quotate in borsa vorrebbero intrupparci. Per paura del voto popolare hanno separato le date di elezioni amministrative e referendum, con un costo aggiuntivo di centinaia di milioni di euro. Hanno paura di perdere e puntano al mancato quorum. Fermiamo la fila indiana della privatizzazione forzata dell’acqua. Proviamo a diventare tante “gocce d’acqua” e sfilare a Viareggio martedì grasso 8 marzo davanti al carro “Acqua: l’oro blu”. Partecipiamo alla manifestazione nazionale a Roma il 26 marzo. Tutti al voto il 12 giugno! 

 

I racconti di Ascanio Celestini sono quasi fiabe e filastrocche sulla nostra storia che a volte mi ricordano il grande Gianni Rodari, un maestro nel costruire finali diversi. Proviamo.  

 

1.    Un uomo seduto su una sedia vede una goccia d’acqua che cade dal rubinetto. Pensa: è carnevale, sarà uno scherzo! Si infila nel letto e ronfa. 

 

2.    Un uomo seduto su una sedia guarda il rubinetto che gocciola. Pensa: è una goccia… cadendo la goccia scava la pietra, le pietre rotolano e l’acqua seppellirà le macerie. Allora l’uomo si alza, si rimbocca le maniche e impedisce il diluvio. 

 

3.    Inventa tu il tuo finale… 

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

14/3/2011 - 11:58

AUTORE:
franco

un uomo seduto sulla sedia guarda il rubinetto che goccia e pensa.
lo lascio gocciolare? ma se lo lascio gocciolare, scivola nel tubo entra nella fogna e scivola via insieme ai rifiuti e le nefandezze umane e quella goccia d'acqua si disperde nell'inutilità o viene depurata senza mai essere usata.
chiudo il rubinetto, si ferma quella goccia, poi quella dietro e quella dietro ancora e ancora e poi tante goccie si fermano e prendono un altra strada.. l'acqua non si ferma mai.. e vanno e vanno e si ritrovano poche gocce lontano la dove non la disperdono, la accudiscono gli fanno festa perchè sanno che da quella goccia dipende il loro destino... chiudo il rubinetto e vado a domire

13/3/2011 - 19:51

AUTORE:
Ascanio Celestini

Un uomo è seduto in una stanza.
Guarda il rubinetto che goccia.
L’uomo pensa: “È una goccia. Io potrei alzarmi e andare a chiudere il rubinetto, ma non posso fare tutto io”.

Intanto le gocce cadono una dopo l’altra.

L’uomo nella stanza vede il lavandino che si riempie. Vede la fatale goccia che fa traboccare il vaso. Vede l’acqua che cade sul pavimento. Vede i piedi che cominciano a bagnarsi e pensa: “Prima o poi, goccia dopo goccia si allagherà la stanza. Il pavimento cederà sotto il peso dell’acqua. Ma il pavimento della mia stanza è il soffitto della stanza di sotto”.

Miliardi di gocce sfonderanno quel soffitto e allagheranno la stanza del piano inferiore con tutti gli oggetti utili e inutili e le persone che la abitano.

Le stanze cadranno una sopra l’altra fino a far crollare il palazzo e l’acqua seppellirà le macerie”.

Un uomo è seduto in una stanza.
Guarda il rubinetto che goccia e vede il diluvio.
E pensa: “Non è possibile. No proprio non è possibile”.

Così si gira e guarda verso il muro.
Smette di pensare alla goccia.
Sorride, si addormenta.

E affoga serenamente.

10/3/2011 - 10:16

AUTORE:
antonietta

Una donna,nervosetta, sta sdraiata nel suo letto e sente il rumore di una goccia d'acqua che cade da un rubinetto,( con la guarnizione logorata),creando una cadenza ritmica irritantissima, che le impedisce il riposo e...dopo essersi alterata , innervosita , decide di alzarsi.Si dirige verso la finestra della sua casa cittadina, afferra una pianta di ciclamini , rosa fucsia, e la dispone sotto la goccia, affinchè quel ticchettio ritmato e irritante, possa nutrire invece chi ha bisogno di nutrimento costante e dosato con il 'contagocce'.E conferisce senso alle gocce che cadono da un rubinetto che perde. E non spreca neanche una GOCCIA della preziosa acqua PUBBLICA.
Mi viene da abbracciare tutti ,e sogno una rivoluzione a suon di abbracci , baci e accoppiamenti. SCIOPERIAMO E MANIFESTIAMO ABBRACCIANDOCI TUTTI.Come molecole...di acqua ...appunto.

10/3/2011 - 6:37

AUTORE:
laura

Un uomo seduto su una sedia guarda il rubinetto che gocciola. E' solo. E triste. Dalle imposte accostate filtra il sole caldo del pomeriggio estivo e nei suoi raggi la polvere danza. L'uomo si sente inutile: ha perso il lavoro, la moglie l'ha lasciato già da un pezzo... E' un uomo grigio, senza speranza. Si alza. Prende una bottiglia e la mette sotto la goccia. Nel tempo che impiega a fumare una sigaretta la bottiglia si riempie. Lui in piedi osserva e fuma. Poi prende la bottiglia, va verso la porta, apre, scende le scale, arriva in strada. Fa caldissimo... Dei bambini giocano a pallone ostinatamente sotto il sole. Qualcuno si è sfilato la maglietta e la usa per detergersi il sudore. L'uomo si avvicina a un ragazzino con grandi occhi scuri e i capelli un po' lunghi bagnati fradici. "Forse hai sete." gli dice l'uomo. Il bambino lo guarda perplesso: la mamma gli ha detto di non fidarsi degli sconosciuti, ma lui questo signore lo conosce un po': abita nell'altra scala del suo palazzo, è sempre gentile ma parla poco. La mamma dice che è "depresso". Chissà che vuol dire? Ma non sembra una persona pericolosa... E poi ha davvero sete ... "Sì grazie!" risponde, sempre ben educato, afferrando la bottiglia d'acqua che l'uomo gli porge. E beve beve beve. E l'acqua gli sembra buonissima, scende giù per la gola e lo fa sentire subito meno accaldato. Poi passa la bottiglia agli altri bambini che si sono avvicinati nel frattempo perchè anche loro possano godere di quella freschezza e di quel sapore. Guarda l'uomo e sorride di un sorriso bianco luminoso in quella faccia abbronzata e sudaticcia "Ci voleva proprio! Sei stato gentile!". L'uomo sente qualcosa che si smuove nella sua faccia triste e abbozza un sorriso che sembra quasi una smorfia, ma di meglio non riesce a fare. "Vuoi giocare con noi? Siamo in cinque e se vieni anche tu possiamo fare due squadre e una partitella." L'uomo vorrebbe rifiutare e tornare nella sua stanza buia a guardare la goccia che però ora non scende più perchè ha stretto bene il rubinetto. Il bambino ha gli occhi pieni di aspettativa. L'uomo fa un cenno con la testa, prende la bottiglia ormai vuota e la posa di fianco alla panchina, accenna di nuovo una piccola smorfia che però adesso sembra di più un sorriso e dice "Va bene. Cominciamo?". E forse quel "cominciamo" vale anche per la sua vita.

9/3/2011 - 10:48

AUTORE:
Alice, Laura e le altre

Grazie per averci coinvolte nella bella la sfilata di martedì grasso: abbiamo fatto le gocce d’acqua di un cerchio azzurro come un’onda in difesa dell’acqua pubblica e ci siamo anche divertite!!!

Una giornata allegra, piena di sole e di speranza

9/3/2011 - 1:23

AUTORE:
Sabrina

Un uomo seduto su una sedia vede una goccia d’acqua che cade dal rubinetto.
Pensa: prima o poi smetterà di perdere ‘sto rubinetto…. S’infila nel letto e prova a dormire. Tic, tic, tic, tic, tic, fanno le gocce che cadono. Tic. Tic, tic, tic, tic, sempre uguali. Tic, tic, tic, tic, tic, in fila indiana.
Allora l'uomo si alza, si avvicina al rubinetto, non lo chiude, anzi lo apre tutto, quasi con violenza. Le gocce diventano un fiume e l’acqua esce tutta insieme, scroscia, gorgoglia, schizza, sciaborda…. Una rivoluzione.
L’uomo allora chiude stretto il rubinetto. E il rubinetto non perde più.
S’infila nel letto e pensa: ho sprecato dell’acqua, ho sporcato, ho usato violenza. Ho pagato il prezzo per questa rivoluzione. Ma da ora in poi, niente più fila indiana.
E si addormenta

8/3/2011 - 10:40

AUTORE:
8 marzo 1911 - 8 marzo 2011

Francesca Caputo, 17 anni anni, morì cento anni fa, in un giorno di marzo del 1911. Donna, operaia, immigrata e minorenne. Morì asfissiata, bruciata insieme ad altre 145 donne nell’incendio della sua fabbrica di New York.

La lista dei loro nomi ora la conosciamo: Vincenza, Michelina Annie, Bettina, Caterina, Lucia, Rosina… Lavoravano alle macchine da cucire. La tragedia del rogo e la morte di queste donne fece iniziare una politica di sicurezza sul lavoro che salvò molte vite future.

La lista è lunga: Clara, Celia, Dora… Ricordare quei nomi serve per non dimenticare il passato e per formare cerchi per cambiare il presente. Un 8 marzo diffuso: in tanti cerchi oggi a Pisa: Una città tante piazze “per i diritti di tutte le donne, native e migranti, alla libertà, autodeterminazione, lavoro, parità e futuro”.

6/3/2011 - 15:32

AUTORE:
gabriele

Un uomo seduto sulla sedia vede una goccia che cade dal rubinetto...

...e subito si alza dal letto,/
ma no, era seduto sulla sedia/
e allora come si rimedia?/
Corre sulla piazza del paese/
e parla anche a quelli che non vede da un mese./
Amici miei cari, l'acqua va salvata/
teniamoci forte in questa giornata/
Un grande abbraccio alle gocce viaggianti/
un gran saluto ai veri diamanti.