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Se sul campo la guerra continua con le solite nefandezze sui nostri media nazionali appare sbiadita, superata da altri e più urgenti problemi, vecchi come il Covid e nuovi come la recente crisi politica. Oramai è un sottofondo e tranne per il pericolo Zaporizhzhia i nuovi morti e le nuove devastazioni attirano sempre meno l’attenzione dei media nazionali. Come i media anche la nostra psiche si adatta.

Angori Massimiliano
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Massimiliano Angori
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Massimiliano Angori
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. . . era da pubblicare la presa per i fondelli fatta .....
Uno degli scambi di post più interessanti degli ultimi .....
Essere candidati non vuol dire essere eletti. Quest'anno .....
CHE VUOL DIRE: BRAVO BRUNO!
. . . . . . . . . . . .....


"Fra gli alberi" Opera pittorica di Patrizia Falconetti

di Matteo Renzi (a cura di BB, red VdS)
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di Umberto Mosso (a cura di BB, red VdS)
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Incontrati per caso…
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Capita che ci si perde in tempi lontani, dove niente fiorisce spontaneamente.
Ma la vita vive lo stesso
In zone diverse, con ritmi diversi.
Avevo .....
ASSEMBLEA PUBBLICA ASBUC DEL 21 LUGLIO 2022
Ricordiamo che il 21 Luglio 2022 alle ore 20, 30 presso la Sala Consiliare del Comune di Vecchiano, sita .....
SAN GIULIANO - PONTASSERCHIO
Il collegio dei docenti dell'istituto Gereschi in difesa della scuola pubblica

9/3/2011 - 7:50

INTERVENTO


IL COLLEGIO DEI DOCENTI UNITARIO
E IL CONSIGLIO DI ISTITUTO

del I.C. "Livia Gereschi" di San Giuliano Terme (fraz. Pontasserchio) esprimono il proprio sconcerto per le affermazioni offensive che il Presidente del Consiglio, onorevole Silvio Berlusconi, ha rivolto ai docenti della Scuola Pubblica Italiana e la propria profonda amarezza nel constatare che la Ministra del MIUR, sig.ra Maria Stella Gelmini, abbia palesemente avallato le dichiarazioni del Premier, contraddicendo quanto affermato all’atto della Sua candidatura:

"Questo è il momento di affrontare il nostro obbligo morale di garantire a ogni bambino un’educazione di primo livello, perché questo è il minimo che serve per competere in un’economia globale. (…) Recluterò un esercito di nuovi insegnanti, pagherò loro retribuzioni più alte e darò loro maggiore supporto. E, in cambio, chiederò standard educativi più elevati ed affidabili".

Le famiglie che iscrivono i loro figli nelle nostre scuole domandano un’ educazione all'altezza dei cambiamenti epocali che registriamo quotidianamente nella nostra società e confidano nella nostra "appassionata" professionalità nel difendere e diffondere i valori e i principi della Costituzione Repubblicana. Piero Calamandrei in occasione del III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale tenutosi a Roma l’11 febbraio 1950, affermò, tra l’altro, che "la scuola pubblica è "organo costituzionale (…) perché serve a risolvere quello che è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente, non solo (…) politica".

Ora, come non mai, è evidente che l’attuale Governo non ha avuto nemmeno la decenza di dare alla cosiddetta "riforma Gelmini" una minima impronta di dignità culturale. Al contrario. L’ obiettivo che sottende è quello di distruggere la qualità del nostro sistema educativo e formativo, sistema di gran lunga preferito dall’utenza alle scuole private, le quali svolgono comunque una funzione pubblica. Infatti, hanno l’onere di uniformarsi alle Statali (Art. 33 della Costituzione) proprio per evitare che l’ istruzione a pagamento si fondi prioritariamente sul profitto, sulle facili promozioni e, talvolta, sullo sfruttamento del corpo docente.

 

 Ora, come non mai, è attuale quel discorso del prof. Calamandrei, il quale profetizzò: "Facciamo l’ipotesi…" e descrisse mirabilmente una possibile situazione di pericolo per la scuola: quella che stiamo attualmente vivendo. In questi due anni abbiamo subito tali e tanti tagli di organico e di risorse economiche che ormai solo coloro che sono in mala fede possono pensare che questi interventi siano state messi in atto per raggiungere livelli di maggior efficacia ed efficienza. Meno docenti, meno sostegno, meno supplenti, meno collaboratori, meno assistenti e tecnici, meno ore d’insegnamento, meno computer e sussidi indispensabili, meno materiale di facile consumo, meno sicurezza, meno pulizia. Tagli lineari, senza valutazione né conoscenza delle situazioni.

 

 Ed è sempre più un sogno il reintegro di un miliardo e mezzo di euro che il Ministero deve alle scuole per le supplenze. E’ paradossale e inaccettabile che il Presidente del Consiglio dei Ministri attacchi frontalmente  la scuola pubblica del Paese che rappresenta e che ha l’obbligo di governare. E’ paradossale e inaccettabile che gli insegnanti ed il personale tutto della scuola siano umiliati e maltrattati in forma così aggressiva e pregiudiziale. Nonostante tutto questo l’opinione delle famiglie italiane non si è fatta attendere né confondere: meglio una scuola privata di tutto che una scuola privata!

 

Le nostre scuole sono luoghi di democrazia vissuta con entusiasmo e non sono, e non saranno mai, luoghi in cui si nega il pensiero critico e libero né sono, né saranno mai, luoghi nei quali si discrimina l’extracomunitario, il "terrone", l’ handicappato e l’indigente. NON UNO DI MENO. Questa, ripresa da Don Milani, è la nostra "ideologia" o, per essere più precisi, lo "sfondo integratore" che coniughiamo, faticosamente ma convintamene, con l’educazione alla Pace e alla Solidarietà.

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9/3/2011 - 8:41

AUTORE:
Giacomo Mannocci PDL

Dopo aver letto questo delirante comunicato, ho una certezza: se un giorno avrò un figlio, mai lo manderò alla Gereschi o in una scuola simile dove rischierebbe un feroce indottrinamento ideologico. I signori firmatari sono ormai espressione di una riserva indiana destinata a finire con il loro pensionamento che mi auguro avvenga il prima possibile.