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Servono forse convegni interminabili, ospiti illustri e location spaziali per ottenere partecipazione e divertimento? Servono mezzi illimitati, spazi dedicati, progetti faraonici per riunire persone e Associazioni per un progetto comune di alto livello? Talvolta, come è successo questo sabato, basta un piccolo spazio ed una piccola occasione per ottenere risultati eccellenti e oltre ogni aspettativa. 

. . . . . . . . . . . . . per nascondere la strizza. .....
Salvini era al governo nel posto che voleva, si è .....
E' una regola: due volte al mese, primo e terzo lunedì .....
A parte il fatto che appare assai singolare mandare .....
Abbracci e baci, il contesto emotivo influenza la gestualità sociale
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di Bruno Pollacci
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Incontrati per caso
di Valdo Mori
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Dal mondo
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Pisa
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FIAB Pisa
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Con le “De Soda Sisters”
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Presentazione libro-24 gennaio
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Confcommercio
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Molina di Quosa, 25 gennaio
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Pisa, 24 gennaio
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Pisa
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CSI -Centro Sportivo Italiano
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Le squadre di ValdiSerchio
di Marlo Puccetti
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Le squadre di Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Le squadre di Val di Serchio
di Marlo Puc
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Nella notte fredda e bianca
la Befana un poco arranca
urge ormai di farsi l'anca
e per questo sembra stanca.

Befanotto suo marito
è davvero inviperito
dice: .....
Buongiorno, abito in Via Paganini a Colignola, quotidianamente percorro le strade bianche nelle vicinanze fino ad arrivare ad Asciano, lungo i condotti. .....
di Moschini
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Gli Amici di Pisa esprimono mo
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di Renzo Moschini
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In risposta a: del
La Befana
AUTORE: Gioele
email: -

6/1/2020 - 8:21

Nella notte fredda e bianca
la Befana un poco arranca
urge ormai di farsi l'anca
e per questo sembra stanca.

Befanotto suo marito
è davvero inviperito
dice: smetti di volare
e comincia a riposare.

Oramai c'è la pensione
devi fare più attenzione
vieni qui da me nel letto
è da tanto che ti aspetto.

Ma la smetti vecchio mio
cosa fare lo so io
voglio i bimbi accontentare
farli ridere e giocare.

Vieni a me caro bambino
io non passo dal camino
vieni quindi a me vicino
se vuoi avere un regalino.

Ho con me tanto carbone
da riempirne un pentolone
lo darò alle persone
inacidite e brontolone.

Ma ne ho fatto un'infornata
molto dolce e decorata
con la glassa zuccherata
sol a chi l'ha meritata!




In risposta a: del
Ricetta di un Anno Nuovo
AUTORE: Carlos Drummond de Andrade
email: -

1/1/2020 - 18:02

Per aver un bellissimo Nuovo Anno
color arcobaleno, o color della tua pace,
Anno Nuovo senza paragone con tutto il tempo già vissuto
(vissuto male forse o senza senso)
per avere un anno
non appena tinteggiato di nuovo, rammendato di corsa,
ma nuovo nei semini del ciò-che-sarà;
nuovo
sino al cuore delle cose meno percepite
(a cominciare dal tuo intimo)
nuovo, spontaneo, che, talmente perfetto, nemmeno si noterebbe,
ma con lui si mangerebbe, si passeggerebbe,
si amerebbe, si comprenderebbe, si lavorerebbe,
non hai bisogno di bere champagne o qualunque altra bibita,
non hai bisogno di spedire nè di ricevere messaggi
(la pianta riceve messaggi?
Invia telegrammi?)
Non hai bisogno
di fare una lista di buone intenzioni
per archiviarle nel cassetto.
Non hai bisogno di piangere pentito
delle fesserie fatte
nè stupidamente credere
che per decreto della speranza
a partire da gennaio le cose cambino
e sia tutto chiarezza, ricompensa,
giustizia tra gli uomini e le nazioni,
libertà con profumo e sapore di pane mattutino,
diritti rispettati, a cominciare
dal sacro diritto di vivere.
Per avere un Anno Nuovo
che meriti tale nome,
tu, caro mio, devi meritartelo,
devi renderlo nuovo, io so che non è facile,
ma tenta, prova, con coscienza.
E’ dentro di te che l’Anno Nuovo
riposa e aspetta da sempre.




In risposta a: del
Prosit
AUTORE: Ghepi
email: -

30/12/2019 - 10:11

L'anno vecchio e stanco
se ne va
Ma dove va
nessuno ancor lo sa
A chi ha donato guai
e a chi prosperità
Un tocco sulla pelle
lo sguardo delle stelle
un bacio della luna
la voglia di fortuna
L'ansia di volare
di vivere e di amare
Il tempo è ormai scaduto
Un ultimo saluto
e il primo benvenuto
Cavalca un sogno
il nuovo tra le onde
Parte coi suoi dubbi
il vecchio e non risponde
Chissà se l'anno nuovo
riuscirà
con qualche novità
a dare l'illusione
della felicità.




In risposta a: del
"Se fosse tuo figlio....
AUTORE: Poesia di SERGIO GUTTILLA.
email: -

21/12/2019 - 17:57

...riempiresti il mare di navi
di qualsiasi bandiera.
Vorresti che tutte insieme
a milioni
facessero da ponte
per farlo passare.
Premuroso,
non lo lasceresti mai da solo
faresti ombra
per non far bruciare i suoi occhi,
lo copriresti
per non farlo bagnare
dagli schizzi d'acqua salata.
Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare,
uccideresti il pescatore che non presta la barca, urleresti per chiedere aiuto,
busseresti alle porte dei governi
per rivendicarne la vita.
Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto,
odieresti il mondo, odieresti i porti
pieni di navi attaccate.
Odieresti chi le tiene ferme e lontane
Da chi, nel frattempo
sostituisce le urla
Con acqua di mare.
Se fosse tuo figlio li chiameresti
vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.
Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti
vorresti spaccargli la faccia,
annegarli tutti nello stesso mare.
Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa
non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Puoi dormire tranquillo
E soprattutto sicuro.
Non è tuo figlio.
È solo un figlio dell'umanitá perduta,
dell'umanità sporca, che non fa rumore.
Non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Dormi tranquillo, certamente
non è il tuo."




In risposta a: del
Natale 2019
AUTORE: Ghepi
email: -

15/12/2019 - 12:23

Vola danza fiocca lenta
giù dal cielo lieve lieve
tutto intorno presto imbianca
il candore della neve.
Il silenzio la magia
ogni bimbo sa incantare
ed un po' di nostalgia
dona al vecchio il ricordare.
La capanna il Bambinello
la cometa la Befana
mai lo stesso ritornello
mai la solita buriana.
E' in attesa l'angioletto
che si accendano le stelle
freme il bimbo nel suo letto
tocca un sogno la sua pelle.
Porta il peso sulle spalle
dei suoi anni il vecchierello
e la nonna del suo scialle
e l'adulto il suo fardello.
Fischia il vento punge il gelo
il pastore un poco arranca
copre amore come un velo
e la neve tutto ammanta.
Batte il cuore, una campana,
nella notte fredda e santa
geme piano tramontana
sulla gente tanto stanca.
Nel silenzio tutto tace
è il momento della pace!




In risposta a: del
IL LONFO (poesia metasemantica)
AUTORE: Fosco Maraini
email: -

9/6/2019 - 14:07

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.




In risposta a: del
Poesia dedicata all'Amore
AUTORE: Bruno Pollacci
email: -

21/3/2019 - 18:23

Nel germoglio di un'amore
C'e' il sorriso
della vita
Ed il tremito dei sensi
Che prelude a nuovi voli

E' la
danza di una fiamma
Che accarezza la passione
E dipinge di bellezza

Ogni istante del presente

Il respiro e' palpitante
Ed incendia il
desiderio
Della luce di uno sguardo
Che ha l' incanto di una fiaba


Nasce l'onda della festa
Quando il cuore spiega vele
Nell'oceano
d'emozioni
Dove e' dolce naufragare




In risposta a: del
E poi fate l’amore.
AUTORE: Alda Merini
email: -

14/2/2019 - 20:29

E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi,
sinceri dopo un po’
che non lo erano più.
Ecco,
fate l’amore e non vergognatevi,
perché l’amore è arte,
e voi i capolavori.




In risposta a: del
Compreanno
AUTORE: Renzo Zucchini
email: -

5/2/2019 - 8:44

'R quattro di febbraio viensi alla luce,
(strano modo di dì, ch'era già buio!),
e messi 'r parentado allo scombuio
benché piccino fossi, più di puce.

Passonno l'anni,e feci fede ar detto
che 'r bongiorno si vede dar mattino:
stiedi sempre la 'nduve c'è casino,
cor metteci l'impegno e l'intelletto.

Dice 'l lunario: oggi, siei 'nvecchiato!
E io per tené fede ar mi retaggio,
l'ho preso e verso 'r muro l'ho girato.

Ma l'opra è vana. Che mi fanno omaggio,
tutti l'amici che m'han raccattato:
“Auguri!”. Sì, ma voglian di': “Coraggio!”

A tutte/i coloro che mi hanno "incoraggiato",
1 milione di grazie. Non vedo l'ora di incoraggiarvi, a mia volta.




In risposta a: del
ANCORA ACCANTO A ME
AUTORE: Luccio Miknomi
email: [protetta]

14/12/2018 - 18:44

Ancora dormi accanto a me
ogni sera più di dieci lustri ormai,
stringi la mia mano nella tua
vuoi essere sicura amore mio,
che ti sono accanto io.
Non aver paura della solitudine
quando uno di noi non ci sarà
che volato il celo come rondine
mentre l'altro nel nido resterà.
Come tutti quelli che si amano
resteremo insieme sempre in due
in questa barca ci facciamo cullare
fin quando stanchi di remare
coi respiri caldi sui nostri visi
viviamo nutrendoci di sorrisi,
anche se domani e poi domani,
non c'è più su quel cuscino
chi ci svegliava ogni mattino.
Ma adesso siamo ancora qui,
coi visi che non sembriamo noi,
in questo mondo con gli occhi stanchi
e i capelli già da tempo tutti bianchi.
Guardiamo i nostri bimbi ormai cresciuti,
anche loro con l'argento nei capelli
con i loro loro figli passati gli anni
che già grandi ci chiamano nonni
loro ci sosterranno per davvero,
nel tempo dell'ultimo nostro respiro.




In risposta a: del
IO CHE…
AUTORE: Stefano De Robertis
email: -

7/8/2018 - 13:07

Io che ho spiegato le vele tutte finché la riva scompare,
esplorato ogni terra invisibile,
ogni visibile mondo, sfidato correnti, mostri marini,
e gli uccelli indomabili della tempesta,
per tornare, di nuovo, come il vento, ogni volta,
a mio piacimento, dove posso scovare strumenti
di analisi per sondare il mondo che è in me,
e che non conosco, trovare un’unità,
un ordine nel pensiero, una linea di neutralità,
idee che siano chiare e concrete come le pietre
delle strade, non come le impervie, intricate vie
che portano a me.
Come posso trovare un’identità, energie
connettive se ciò che d’incoerente si agita dentro,
vive le mie stesse, indistinte, emozioni.
Come posso comporre le dissonanze interne,
le diffidenze, le contrapposizioni, le opposte
sensazioni, i dissidi, i molteplici istinti.
In certe anime che s’agitano dentro sta il segno
che naufragare è il mio destino,
diffido del loro modo d’agire, paure dentro
paure più fonde, tentazioni continue, di tradire.
Fuori di me una realtà esiste, assoluta,
illuminata da un calore unico, una corrispondenza
compiuta tra forme e sensazioni,
una mobilità tanto varia regolata da immutabili
leggi cosmiche.
Dinanzi ad un più vasto divenire, fuori di me,
fuori dagli affanni inconsci, tento di sopravvivere
ai tormenti, agli indicibili e improvvisi morsi
della crisi.

Di Ubaldo de Robertis




In risposta a: del
come un sasso nel fiume
AUTORE: Romolo Rossi
email: [protetta]

4/3/2018 - 19:05

COME UN SASSO NEL FIUME


Resto in silenzio ad aspettare te,
a contemplare il tuo tenero viso,
i tuoi occhi candidi, dolcissimi,
semplici che fanno tenerezza,
come la margherita che apre
i suoi petali alla luce del sole.
Il tuo viso e tenue e morbido
come una piuma d’uccello,
il tuo sguardo sereno
mi acceca la vista
per l’amore che provo per te,
sei come il sasso nel fiume,
nella sua leggerezza si lascia
rotolare e accarezzare dalla corrente.
Io sarò sempre con te, ogni giorno,
ad attenuare le tue sofferenze,
un fiore se si trascura, appassisce
e puoi muore, ma non accadrà
con te.
Tu sei la stella che brilla
nel cielo,
il sasso che si lascia accarezzare
dall’acqua,
un quadrifoglio portafortuna da
conservare in un libro,
un fiore bellissimo da proteggere
e amare,
tu sei tutto!;
La tua infinita tenerezza,
sarà per sempre
ospite nel mio cuore.




In risposta a: del
Tornando vella sera dalla fiera
AUTORE: Spazzavento
email: -

16/12/2017 - 17:54

Tornando vella sera dalla fiera
La mì moglie a casa mi viense a mente
Grassa pallata dice brutta gente
Linguacce malidette da galera

Certo pasta n’ha fatto na zuppiera
Me la mmagino morde om’un serpente
Na bistecca he pare un continente
Vedrai c’ha sconzumato la dentiera

Toh, guarda là che ber banco di fiori
Ni porterò un fiore via, na violetta
Penzierino da vero rubacuori

Però quando son lì mi dio, aspetta
Che aroma! Là, quer furgoncino fori
Ni porto ma un chiletto di porchetta




In risposta a: del
la custode di tombe
AUTORE: giosuè
email: -

2/11/2017 - 17:58

Che fai bambina mia
su quella porta
guardando da lontan
per quella via?
Ah, se sapessi,
quando la fu morta
se la portaron via
di là la mamma mia
e mi han detto che
di là deve tornare
e son qui da tanti
anni ad aspettare!
Cara bambina mia
ma tu non sai
che i morti al mondo
non ritornan mai?
Tornan nel vaso
i fiorellini miei,
tornan le stelle,
tornerà anche lei!


Giovanni Prati




In risposta a: del
L'INCIDENTE
AUTORE: Romolo Rossi
email: [protetta]

29/7/2017 - 21:30

L’INCIDENTE


Seduti su quei sedili lordati di sangue,
col capo chino, vidi
quella scena orrenda
che mi trafisse il cuore.
Giovani vite spezzate
da un crudel destino,
ancora nello splendore della vita.
Rimasti prigionieri in quella
macchina, ormai ridotta a un
cumulo di lamiere;
grandi progetti
avevan per la testa;
sogni infranti,
finiti in quei tragici secondi.
Quattro giovani dai volti
sereni e gioiosi,
vite spezzate in una notte
d’estate;
come foglie cadute e
speranze perdute!




In risposta a: del
Mare e luce a S. Rossore
AUTORE: gio'
email: -

8/6/2017 - 1:05

lame di luce scardinano la serratura dello sguardo
violentando inedia e pigro squallore

Sospese fragranze di ragia e umori di bosco, colanti da scorze forti in mitici effluvi,

sospinti dalle brezze in misture inebrianti, drogano l’anima incitando il cuorel, carezzano i piaceri e desideri in volontà sapienti

onorano il luogo celebrando la fortuna,
che preservò intatta la natura al godimento
risparmiandoci memoria

in un miracolo che ogni dì si rinnova, in equilibri precari e volatili essenze...

liquido moto ognor rigenera sé stesso, mutando profili in creste di spume,
liete in parata, affollantesi nella corsa sulla scena. 

mutevoli e sempre uguali, alla meta s'infrangono in milioni di schegge traslucide e brillanti 

esplosioni di vita, schizzi di sale, refoli di venti salmastrosi titillano i sensi

e uguale a se stesso perenne ed eterno si ripete....




In risposta a: del
Rossi papaveri
AUTORE: gio'
email: -

8/6/2017 - 0:39

Aria satura d'estate, divorata in bocconi sapidi e ingordi senza ritegno....

calde vibrazioni in sincronie di intese e di piaceri sensuali condivisi

rosso purpureo forte nei toni, accecante in sensazioni, regredisce il cuore
in meraviglie ingenue della fanciullezza.

Rosso vermiglio risplende in esplosioni delicate,
in laghi sanguigni di colore

cromatiche illusioni che danno dipendenza senza assuefazione....

il mare di ennesime sfumature gialle di spighe, lo accoglie insieme a pollini sospesi
,essenze in polveri librate e secche

aromi impregnano grate brezze lievi, che tolgono il fiato,
costringendo a gridare grazia a tregua dell’umore

e rivelare gioia per il miracolo persistente d'estate

stordisce i sensi con eccesso di lusinghe, ridondanze di colori, grappoli di emozioni

esagero e ne abuso, profittando dell’incanto, vorrei fermare il tempo, condividerne i sentori..... Indugio non sazio, abbasso le palpebre e non sogno, vivo il lampo che fa sensibile la veglia

rimembro ubriaco a lungo quei sapori....




In risposta a: del
riflessioni al tempo di fb
AUTORE: social..ist
email: -

31/5/2017 - 21:16

tutto tace
facebook giace
di tanto silenzio mi do pace
l'ultimo clic...spengo la luce




In risposta a: del
persone
AUTORE: loredana
email: [protetta]

10/3/2017 - 14:05

da nord a sud così lontani, ma nella lunga strada si prendono le mani, tra le vie torte a volte dritte si incontrano persone.
Persone bianche, gialle, nere tutte insieme con lo stesso volere,
volere il bene sfidare il male , persone vere con la voglia di amare.




In risposta a: del
Santa Madre Teresa di Calcutta
AUTORE: Rossi Romolo
email: [protetta]

11/1/2017 - 18:11

Santa Madre Teresa di Calcutta”.

Oh, dolce donna di fede!
Grande esempio per il mondo,
sei stata un bel fiore per l’umanità,
facendo ritrovare il sorriso ai
poveri ed agli ammalati.
Il tuo ricordo rimarrà indelebile,
come le tue parole che sono rimaste
pagine da incorniciare.
Donna semplice e umile come
mille spighe di grano,
con quelle tue piccole mani operose
piene d’amore,
e con quello splendore che ti sei portata
con te fra gli angeli e i santi in Paradiso.
Oh!!! Santa Teresa, tu piccola
grande donna, serva del Signore!




In risposta a: del
A marisa
AUTORE: anna marika
email: [protetta]

13/10/2016 - 15:19

Incredula, sgomenta di
non volerlo ammettere,
si fugge da un destino beffardo
non può essere chiamato
né fuggiasco né codardo.
L'unica regola da rispettare
è quella di non correre
per arrivare primi al traguardo
cosa che non hai fatto tu.
Hai scalpitato...e..
malamente...per resistere,
ma Qualcuno ti ha dato
una spinta.. e sei arrivata prima...
Cosa veritiera che si rispecchia
proprio nel tuo modo di fare,
di procedere, nella tua vita terrena.
Ora, però non potrai più
ascoltare le storie della vita,
ma potrai con la tua mano
indicare ai tuoi cari un prato di sole, misterioso splendore
della vita che continua:
mentre tu coltivi rose
in mezzo ai sogni del tuo giardino.




In risposta a: del
Invocazione alla Madonna
AUTORE: Rossi Romolo
email: [protetta]

29/9/2016 - 8:56

INVOCAZIONE ALLA MADONNA

Oh dolce madre dalla veste candida!
Pura come l’acqua della sorgente
e splendore della vita,
apri i cuori ai malvagi,
agli avidi, i maldicenti,
agli ipocriti in qualsiasi momento,
con la chiave del tuo amore.
Sei l’occhio sul mondo,
la vera luce che ci
da speranza.
Ridona il sorriso agli afflitti,
gli oppressi, i più sfortunati,
gli ammalati, a chi non ha più
un tetto e chi non ha più niente.
Oh dolce cara madre!!!
La mamma di tutti,
tu che dal ciel ci guardi
con il tuo viso dolce,
pieno di bontà,
il tuo sguardo sereno,
come l’innocenza di
un bambino.




In risposta a: del
La Mimosa
AUTORE: Romolo Rossi
email: [protetta]

14/5/2016 - 0:20

LA MIMOSA

Il giovane uomo tiene fisso,
lo sguardo sulla defunta moglie,
al cimitero del piccolo paese;
all’ombra delle grandi piante,
e posa la mimosa,
sulla foto, della sua amata;
nel ricordo della sua breve vita,
e con gli occhi sbarrati;
scoppia, in un grande pianto:
“ Tu angelo mio, te ne sei,
andata in cielo,
il vento, ha fatto volare i fiori
che tanto amavi,
e che stringevi forte,
fra le tue piccole mani,
di bambina; nel giorno della tua festa.”
Con te sen’è andato,
il tuo giovane corpo di fanciulla;
avvolto in un lenzuolo,
di rose bianche.
Or non c’è posto nel mio cuore,
per un nuovo amore,
la tua scomparsa, non ha spezzato
i miei sentimenti.
Ogni anno metterò,
un piccolo ramoscello di mimosa,
sulla tua foto,
ove il tuo volto,
con gli occhi sereni e felici,
mi guarda e mi guarda e mi sorride.
Un giorno ci ritroveremo,
e così i nostri cuori,
si riaccenderanno,
spenti in quel triste dì di festa;
“ciao mia piccola dolce metà”!




In risposta a: del
La giovane Tortorella
AUTORE: Rossi Romolo
email: [protetta]

17/11/2015 - 14:51

LA GIOVANE TORTORELLA


Alle prime ore del mattino
ancor giovane e bella, la tortorella
lascia il suo nido per scender
nella strada, sotto un sole caldo,
primaverile ad aspettar
il suo amoroso, che ogni giorno
a volato intorno al grande
albero, dove proteggeva i suoi
piccin, nel lungo inverno.
Or che l’amor ha ritrovato
spiccano il volo i due innamorati,
nelle fresche ore mattutine,
fra quei selvaggi monti scoscesi
dove regna la pace e il silenzio
è d’oro.
Fra quelle rocce rossastre,
echeggia il fischiettar
della tortorella tranquillo
e spensierato in una gioia
infinita.
Discende dal cielo,
si va a posar nell'erba, ancor fresca,
in quella valle dei fiori
per trovare un piccolo seme,
o un vermicello da mangiare.
Ode uno sparo,
svolazzando qua e là scorge
a terra il suo amato,
privo di vita,
stramazza a terra
cinguetta balbettando.
Svolazzando qua e là
fra le verdeggianti valli,
va alla ricerca della pace
perduta, che mai ritroverà.

Rossi Romolo




In risposta a: del
Nostra Signora del Santo Rosario
AUTORE: Rossi Romolo
email: [protetta]

14/10/2015 - 15:55

Stella piena d’amore,
stella raggiante
contornata di fiori;
intorno a te gioiscono le
rose più belle del mondo.
Tu sei la nostra
eterna madre;
con quel giovane viso
pieno di bontà,
ti sorridono gli occhi,
con il tuo sguardo umile
pieno di luce radiosa,
ravvivi i nostri cuori,
illumini i nostri volti sereni,
in un’ immensa gioia infinita.
Sei la fiamma della nostra speranza
per la pace,
perché non si spenga mai,
ma rimanga per sempre;
in tutti noi.
Rossi Romolo




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