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In questo periodo di grande confusione una guida medica per chi è malato o pensa di esserlo perché ha avuto, o pensa di aver avuto, un contatto con un positivo al Covid. Un contributo della Voce per fare chiarezza.
 

Massimiliano Angori
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Massimiliano Angori
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Comune di Vecchiano
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Nell’ultima settimana, mentre alcuni giornali scrivevano .....
Uno dei problemi più seri di molti personaggi del .....
Colpa mia ehhh; mi sfugge il nesso che lega i 300 .....
1. Se leggi i bollettini ufficiali delle ASL il triste .....
Vecchiano è Voilontariato
#tantifiliunasolamaglia


“Il gioco serio del teatro”

Vecchiano è volontariato
#tantifiliunasolamaglia

L'associazione culturale La Voce del Serchio ospite del giornale online da cui è nata

....Ci siete? Proviamo ad aprire quella porta e ad incontrarci?
Mandateci un messaggio e noi organizzeremo un incontro.

C’è un’idea strana che aleggia su Migliarino, una sorta di profezia, a Migliarino non c’è niente e non succede niente.Siamo sicuri che a Migliarino non ci sia nulla? Proviamo a fare un inventario...

Di Matteo Cannella
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La bellezza è negli occhi di chi guarda
di Luigi Polito e Sandro Petri
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bit.ly/segre2020-"Il mare nero dell'indifferenza",
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di
Bruno Pollacci
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Elezioni del PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
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Alberto Zangrillo - covid
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Circolo Arci Vasca Azzurra Nodica
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Comelico Superiore, Veneto
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"Che tempo che fa"
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di Marlo Puccetti
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Squadre calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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Accade a volte
che in sere con orli d'autunno
il ricordo sovvenga di quando
sul finire di scale e cortili
cosparsi nel vento
folle divenni,
senz'altro .....
Con grande dispiacere e soltanto casualmente in questi giorni sono venuta a conoscenza della morte del Dottor Assanta. Ritengo sia stato un esempio di .....
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In risposta a: del
senza titolo
AUTORE: dalle piagge emiliano
email: [protetta]

13/1/2022 - 13:32

Accade a volte
che in sere con orli d'autunno
il ricordo sovvenga di quando
sul finire di scale e cortili
cosparsi nel vento
folle divenni,
senz'altro chiedere in cambio.
E Le luci dei bar,dei lampioni,
che distolgono gli occhi dal buio
mi carezzano adesso che torno
dove tutti mi posson vedere.
Le parole,trascorse,
vuoti i bicchieri,
e tu,che sognasti l'eterno
siedi con me nella strada ormai
spenta,
dove neanche il respiro
più riesce a pulsare.
Siamo gli ultimi,in sospeso,
sulle crepe di ricordi mai svolti,
di passi interrotti,là
dove un tempo
sul finire di scale e cortili
qualcosa soggiunse
e disparve,
lasciandoci in brace.




In risposta a: del
La Befana
AUTORE: ghepi
email: -

5/1/2022 - 20:16

La Befana

Non vi sembra cosa strana
che la mitica Befana
non sia stata poverina
mai nel tempo una bambina?
Sulla scopa di saggina
sempre in sella a cavalcioni
con ciabatte e calzettoni
grande scialle e mutandoni
la sottana tutta a toppe
i capelli come stoppie
la pezzola od il cappello
ma se piove niente ombrello
un nasone un po' uncinato
ed il mento pronunciato
solo in bocca qualche dente
una gobba prominente
per il sacco assai pesante
che le rende il fiato ansante,
di fuliggine imbrattata
va di fretta indaffarata
e pur sempre appare bella
tra la luna e la sua stella
mentre vola lesta lesta
perché gaia sia la festa,
vola vola sopra i tetti
mentre i bimbi dentro i letti
sognan placidi i regali
non l'aspettano mai uguali
perciò lei non può sbagliare
se li vuole accontentare!
Ma c'è un'altra novità
i vecchietti senza età
restan svegli con la scusa
di tenere vivo il fuoco
ma si tratta di un bel gioco
perché spiano e stanno all'erta
con la porta semiaperta
aspettandosi una strenna:
fai attenzione cara mia
che la scopa già si impenna
a ridosso di un'antenna
quindi spicciati e vai via
ci vedremo quest'altr'anno,
resta vispa tutto l'anno!




In risposta a: del
San Silvestro 2021
AUTORE: Marinella
email: -

31/12/2021 - 21:03

Tutti gli auguri che abbiamo elargito
a profusione
troveranno una giusta collocazione
o si disperderanno come foglie al vento
vanificando in un solo momento
il grande entusiasmo sgorgato dal cuore?
Tutti auspichiamo un mondo migliore!
Salteranno i tappi a mezzanotte del 31
fioriranno in cielo i fuochi d'artificio
si dimenticherà per un attimo
qualsiasi sacrificio
e nell'animo di ognuno
si accenderà la speranza
ma la sorte il destino o la fortuna
sceglieranno di attuarne
ad una ad una
una certa quantità
naturalmente a loro discrezione
quindi amici miei cari
auguri, ma vi dovrete accontentare
di una minima razione!




In risposta a: del
e la notte...
AUTORE: emiliano dalle piagge
email: [protetta]

21/12/2021 - 12:30

....che ci prese sul finire delle stelle,
sciolse ad oriente gli ultimi nodi
di quelle cose sospese
che tremano appena sul calar delle labbra.
Niente rimase
del sussurro che smosse il pulviscolo,
che pulsando c'illuminò il crine,
e fummo sordi e muti
di nuovo
nell'abbagliante gorgogliare del sole.
China la testa,
membra raccolte,
in attesa che le ombre riprendano a muovere,
che le crepe del tempio serpeggino
ancora, e le strade socchiuse
nascondano il mondo:
e tutto sarà fermo,
allora,
tranne il soffio sospeso
di quelle cose che chiamiamo segrete


.




In risposta a: del
Natale 2021
AUTORE: Ghepi
email: -

7/12/2021 - 13:15

Scivola nell'immensità
dell'universo
una stella luminosa
che delicatamente si posa
su un'umile capanna.
Un babbo ed una mamma
cullano un bambinello
appena nato
che un bue e un asinello
riscaldano col fiato.
Belano negli stazzi
le pecore e gli agnelli
bivaccano al fuoco
stupiti i pastorelli.
Si diffonde nel buio
lo struggente suono
delle ciaramelle
che buca il cuore
e sale alle stelle.
Rifulge da lontano
la mitica cometa
che guida i Magi
verso la sacra meta.
Guardo il presepe
e vengo rapita
dal prodigioso mistero
della vita
mentre un frullo d'angeli
nel tremulo bagliore
canta in coro “Osanna
è nato il Salvatore”!




In risposta a: del
Un uomo senza volto
AUTORE: Federico
email: -

26/10/2021 - 20:58

Seduto al freddo e piove neve
Ma non ti nota quella gente
Con quello sguardo cerchi aiuto
Tu sei per loro inesistente
Mentre tu geli fra il cartone
Passan davanti lucide scarpe
Ma tu non vedi mai un sorriso
Solo il tuo cane ti leccava

Avevi gli arti troppo stanchi
Non ti riuscivi quasi alzare
Poi ti portaron da mangiare
Quei volontari con amore
Felpata lingua da quel gelo
Ma ringraziasti e giù quel sale
Che scese poi sulla tua faccia
A un passo dal fermarsi il cuore

Sua,quella è casa sua,la sua vita lì,in due metri tutto qui
Tetto,quel cielo sulla testa
Vi dorme a volte si
Se pioggia non ve né

La luce spesso resta al buio
In destini fatti di una scelta
Con gli occhi rossi dalle pene
Ma si aggrappava a quei ricordi
Io gli parlai dei miei sbagli
Lui dei suoi sguardi senza volto
E raccontandosi mi disse
Son vuoto come un bianco foglio
Io passo qui i miei natali
A stento riesco a non mollare
La vita è dura per chi vive
La vita è amara senza amore
Se non ti arrendi al non mangiare
Si sopravvive nel dolore
Non vedi più quel tuo futuro
Ti provi anche ad incolpare

Tua,quella è casa tua,sempre lì qualcuno, si ti ascolterà
Tua,fra tutte quelle case,
Da oggi avrai una scelta
E quel tetto tingerai

Ora alla sera era il mattino
Perché impugno'quel suo destino
Già non sei più da solo
Non senti dentro più quel vuoto
Hai un vero amico qui al tuo fianco
Riscriverai quel bianco foglio
Sopravvissuto a quella notte
Hai già ripreso del coraggio

........rivedi il volto della vita
Senza paura io ti abbraccio
.......................




In risposta a: del
Respirare insieme a me
AUTORE: Federico
email: -

17/7/2021 - 15:23

È con te
Facciamo oggi quella scelta
Oggi in due ma restiamo sempre noi
È con te
Che la vita è come foglia
Noi leggeri saggi dentro vuoti mai
Sei l anfratto nella roccia che mi salva
È con te che il domani ha un perché
È con te ,solo con te,freddo non c'è

È con te
Ricostruiamo con le mani
Su una terra che oggi frana sempre giù
È con te
Che scioglieremo quei legami
È per questo non ci tradiremo più
È con te
Ho risposto sei la mia sfida
Senza gesti,o rimpianti,nostalgie...


È con te
Che al vento ho urlato come un pazzo
Nel sedersi sulla spiaggia,il tuo nome
È con te
Che viaggerei fino allo spazio
E poi son fiero se allo sbaglio c'è perdono
Fra silenzi e rumori rinunciasti ai desideri
Al tuo fianco te lo giuro io sarò...


È con me
Che i nostri sguardi ed un camino
Stan vicino fino all' alba ,Tu sei lì

È con te
Un anno di San Valentino
Ogni giorno parla ovunque un po' di Te
È con te
Che scegliamo dolce a quell'amaro
Verso chi crede di stimarci e non lo fa

È con te
Che donammo sangue vero
Per salvare vite e le memorie
Mi hai salvato dall'inferno di quel male
Perché il tempo ci dia tempo di sognare

E tra noi c è vero amore
Non qualcosa che si spera

Grazie di respirare anche per me




In risposta a: del
AL SERCHIO
AUTORE: Giovanni Pascoli - Odi e inni (1906)
email: -

26/6/2021 - 18:55

Giovanni Pascoli - Odi e inni (1906)
AL SERCHIO

O Serchio nostro, fiume del popolo!
tu vai sereno, come un gran popolo,
lasciate le placide cune,
muove all’officina comune;

le molte cune, tremule e garrule
come sorgenti sotto i lor alberi,
lasciate alle floride donne,
cammina al lavoro in colonne:

cammina, ed empie d’un lungo murmure
le vie, per mano tenendo i piccoli
che vanno garrendo alle scuole,
com’anche le lodole, al sole:

al sole! al sole! come le lodole
che, avanti ancora l’alba, lo cercano,
che dalla purezza sublime
dei cieli lo vedono prime.

Tu vai; man mano giungi, e con ilare
frastuono inondi l’arduo vestibolo;
poi, ecco, tu frangi le messi,
tu fili, qua torci, là tessi;

là picchi il maglio sopra l’incudine
fornendo il bruno ferro dei vomeri,
sante armi alla sola pia guerra
dei ruvidi eroi della terra;

là crei l’ardente soffio che illumina
qualche castello lungi sul vertice
del monte, per l’acqua che adduce
dall’alto, rendendogli luce.

Lavoratore lieto, coi giovani
figli, Ania, Lima, Fraga, le Turriti,
gigante con figli giganti,
tra il lungo lavoro tu canti.

Sei l’avvenire. Tra le casipole
bianche, con vive siepi, col proprio
suo caldo ciascuna e suo rezzo,
tu sei la gran vita di mezzo.

Va! In vano, o eterno fiume dei secoli,
l’Oggi, il pigro Oggi, ti dice: — I muscoli
che zappino il nostro, il tuo bene,
per te! ma per me le tue vene! —

Va, va, Domani certo e ceruleo!
Te vidi, quando sceso, negli umili
tuoi giorni di magra, dal monte,
parevi arrossire del ponte:


del ponte grande, tu sottil rivolo,
roseo per una nuvola rosea,
cui chiesero, il giorno, le polle,
che le ravvenasse, e non volle:

tonò su Tiglio, tonò su Perpoli,
velò il meriggio tinnulo all’aride
cicale che tacquero, nera
passò: sorrideva, la sera:

la sera, o Serchio, mentre sul candido
tuo greto fitte squittian le rondini,
dicevi: «Oh! in quest’afa d’estate
le mie spumeggianti cascate!

Nè bacio il piede bianco dei gattici,
ma su le ghiaie lucide scivolo,
scansando mulini e gualchiere,
chè ad opra m’ha preso il podere.

Vo mogio mogio: povero a povere
genti discendo, piccolo a piccoli
poderi che sembrano aiuole,
ma che ora inaspriscono al sole.

Son donne e vecchi soli, e mi chiamano
ne’ solchi nuovi, perchè v’abbeveri
quel lor sessantino che muore
prim’anco di mettere il fiore.


Ora, un po’ d’acqua chiesi alla Pania,
alle mie buone polle di Gangheri,
per que’ poveretti, che, uguanno
non mesco, non desineranno.... »

Chi mai può dirti, fiume che palpiti
come il buon cuore per la buon’opera:
— Perchè tu non operi il bene,
mi prendo per me le tue vene — ?

O Serchio nostro, fiume del popolo,
io t’udii, forte come un gran popolo
che sopra il conteso avvenire
va, l’ora che volle, ruggire.

Torbido, rapido, irresistibile,
correvi all’ombra di nere nuvole,
portandoti in cima del flutto
le livide folgori e tutto:

tutto! anche quello ch’è tuo, ch’è opera
tua! Ma di tutto, fiume, eri immemore
tu! fuor che di precipitare
laggiù nell’abisso del mare.




In risposta a: del
senza titolo
AUTORE: Moreno Dalle Piagge
email: [protetta]

16/6/2021 - 9:26

S'inarca la notte
remota sopra i nostri pensieri
di stelle cosparsi.
Fuliggine d'astri e millenni ;si posa
sul dorso di lucciole ignare
che vagano in sbuffi tra l'erba,
laggiù,sotto al muro che sdrucciola.
E in fondo ,oltre la cima
dei torti pini salmastri
nero,il velo del mare accoglie
il lucignolo dei naviganti.
Naufraghi fummo,nel bagliore
di un battito,nella fumaia
burrascosa del venire al mondo:
Eadesso,che è limpido lo sguardo
e nell'aria un carezzar di grilli,
chiediamo in silenzio come sarà
quando,abbandonato il senso
faremo rotta oltre il crepuscolo.




In risposta a: del
Il Cinque Maggio
AUTORE: La poesia di Alessandro Manzoni
email: -

5/5/2021 - 8:56

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
Poesie d'Autore - da PensieriParole.it




In risposta a: del
fa un passo in più
AUTORE: Federico
email: -

17/4/2021 - 6:51

per te qualcosa ancora
Vivrò senza far rumore
Davvero duro e serio
Della pelle ne sentirò l odore
Delle labbra sfiorero' il calore
Nel guardarti mentre ti sogno
Per non dimenticare
Al risveglio senza di Te

Saprò ascoltarti il cuore
Sciogli i capelli al sole
Sincero puro e vero
Io con te veri fra la gente
Non vorrò cancellare niente
Anche se un freddo sonno
Ci renderà fantasmi
Tu sarai sempre con me

Ci si scontra,e si piange,ci si pente
Scuse che me le facesti proprio Tu
.............

Anno in più, senza te,lasciati tutto oltre me
Sole ad est potrà mai tramontare?

Con chi sei lui tra noi,in qual storia vivrai
Che se vuoi tu potrai raccontare
In qualsiasi gesto io ti troverei
Ti perdono di tutto anche se non vuoi
......quel tanto in più.........


Ripenso a te al mio fianco
Senza annoiarsi mai
Sincero puro e vero
Volavamo facendo l'amore
Potevamo parlare per ore
Ogni lampo che suscitasti fu temporale
Dolce tempesta dentro di me
Questi tuoni van scolpiti oltre il tempo

Musa Tu ogni minuto
Vate anch'io

Gesto in più ,senza te ,non ha senso o perché
Dentro me dipinto sempre e'il tuo amore


Con chi sei,sei con lui,pensi ancora un po' a me
Io per te lo potrò ancora fare
Non ti voglio sentire come Eterea
Posso solo sognarti , E quel tanto in più ............

Anche tu ,proprio tu,fuori o dentro di me
Io con te mi vorrei raccontare
Or Fa un passo in più


.........




In risposta a: del
senza musica o parole
AUTORE: Federico
email: -

24/3/2021 - 12:12

l accompagnai al suo portone
A passi lenti ed ingombranti
Senza quei baci ne un saluto
Già la sentivo più distante

Con nessun gesto né emozione
Il nostro amore si arrendeva
Calato giù era quel muro
Fatto di creta sgretolava

Io già commisi troppi sbagli
Che non la indusse a perdonare
Ma poi provava odio e amore
Stringendo labbra nel dolore

Poi come avvenne quella sera
Un flebilissimo pallore
Che si formava oltre gli occhi
Dove scendeva giù quel sale


Tua io non son più tua
Se finisce qui ,l hai voluto tu
Vuoto , ben oltre quella porta
Domani lunedì ,nasce senza te


L umore adesso era un intreccio
E che ci rese sordi a tratti
In corpi stanchi ed in catene
Che lei spezzò per quei miei torti

Poi mi guardai in quei suoi sguardi
Che senza sogni son già spenti
E rincorrendosi da fermi
Su quella fronte crescon solchi

Per ogni mese sempre uguale
Scorre fatica dal sudore
Privi di meta da inseguire
Non c'è più vita ne colore

Un sordo parla con le mani
Senza bisogno di parole
Tu ci credesti nel futuro
Io preferii non capire


Mia , cerco ogni via
Dove ogni porta, chiusa si aprirà
Mia , oltre le tue scuse
Col silenzio in testa, sola più che mai



Ed in quell alba un aria fina
Lei forte urlava verso il cielo
Prima di prendere quel volo
Piansi sincero e lo giuro

Poi lei gettò la stima al vento
Senza aspettare l atterraggio
La nostra vita ormai continua
Senza musica o parole ma coraggio




In risposta a: del
poesia
AUTORE: dalle piagge emiliano
email: -

11/2/2021 - 21:23

le conchiglie dei ricordi,
affiorano
sciacquate dal battito
sulla pelle riemersa,
dove sale e libeccio s'incontrano.
Dune ed ombra
s'aggrovigliano agli steli in branchi
là dove la macchia s'ammassa
e il principiar dei segreti pastura.
sediamo tra le bianche carcasse
in attesa che il cielo si sciolga,
in attesa che accolga, l'occaso, la soglia
dei nostri pensieri,
bramosi d'entrare nel buio ch'appresta.
E trattengo il giorno che resta
come ultimo respiro,
come volto d'argento che spira,
prima di seguir barcollando
le orme tue
dentro la notte.




In risposta a: del
Un punto piccoletto
AUTORE: Gianni Rodari
email: -

3/2/2021 - 9:54

Un punto piccoletto
superbioso ed iracondo,
- dopo di me - gridava,
- verrà la fine del mondo!
Le parole protestarono:
- ma che grilli ha per il capo?
Si crede un "punto e basta",
e non è che un "punto e a capo".
E tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
nelle righe più in basso.




In risposta a: del
Conosco delle barche...
AUTORE: Jacques Brel
email: -

22/1/2021 - 13:13

...che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po'
sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jacques Brel




In risposta a: del
Pisa chi sei
AUTORE: Ubaldo De Robertis
email: -

21/1/2021 - 13:18

Pisa chi sei
Austera e incantatrice
Aquila nobilissima e sdegnata
Dama vinta e perduta
Se non ti apri un poco
O se non serri
I varchi dei miracoli
Se non smetti di spargere
La malinconia del tempo
sulle tue mura violate
Sulle ammirate vestigia
Che la parola blocca
E ci fanno inchinare sfiniti
Ai piedi dei possenti
Enigmatici volti delle tue sculture
Resta del sogno antico
Da più parti ignorato
Uno spreco uno spreco di fiato
Nel silenzio assordante
Non si alza il canto a celebrare
A trapassare il manto
Dei colori nel giorno declinante
Ubaldo De Robertis




In risposta a: del
Natale 2020
AUTORE: Ghepi
email: -

1/12/2020 - 23:20

Natale 2020

Un angelico coro sopra la capanna
l'amore sviscerato della mamma
il calore del bue e dell'asinello
il vagito del dolce Bambinello
le premure del tenero papà...
ecco la Natività

Faticoso è il viaggio dei Re Magi
e quello dei pastori irto di disagi
gelida è la notte, freddo il vento
il mistero straordinario dell'evento
sfavilla la cometa nell'oscurità...
ecco la Natività

L'incanto delle stelle e della luna
che si accendono lente ad una ad una
il silenzio regna tutt'intorno
ma l'eco si espande a girotondo
nei cuori in cerca di bontà...
ecco la Natività

Pian piano si placano gli affanni
s' acquieta ogni pensiero audace
e da tanti, tantissimi anni
nel desiderio di trovar la pace
l'amore e la serenità...
vive la Natività.




In risposta a: del
NEGARE L'EVIDENZA!... meglio se a faccia tosta!
AUTORE: gio'
email: -

6/11/2020 - 10:34

Prima strillano che va riaperto tutto, contestano l'emergenza, negano la pandemia, gridano al complotto! ... poi, QUANDO ESPLODE LA SECONDA ONDATA, senza vergogna, cambiano opinione di 180 gradi e denunciano mancanza di precauzioni, provvedimenti restrittivi e cautele necessarie....

Ma ci prendono per scemi?....

NO!..... semplicemente applicano la tecnica di propaganda enunciata da Geubbel,
UNA MENZOGNA RIPETUTA TRE VOLTE, DIVENTA VERITA'.

Bombardano con milioni di fakes, e stordiscono la gente, che in mezzo a quel caos, non capisce più' niente, dimenticando anche di cosa si stava parlando..

NB- vedi quel che succede negli US, dove Donald, degno emulo di questa tradizione, fa fuoco e fiamme, per negare la realtà.....




In risposta a: del
un Uomo senza tempo
AUTORE: fede
email: -

20/5/2020 - 20:19

nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che lo avvolge
sconvolge
menti labili e dormienti
ma intanto
ci ha donato una nuova speranza
ed un sorriso
e che la vita mai come oggi
non s'arrenda

al buio di questi tempi
nascosti e d'inganni
d' ipocrisia
coll'apparenza della carità
ma un giorno tornerà
e porterà il salario al giusto
e a chi grida no questo è mio
si abbatterà la spada di Dio




In risposta a: del
Il Virus
AUTORE: VERONICA MANGHESI
email: [protetta]

18/5/2020 - 17:14

IL VIRUS

Declina l'inverno in narcisi chiassosi,
campane piangono stonate la coda
di asciutti feretri, non un bianco fiore,
non un lamento ad accompagnar la fine.
E la muta rabbia schiuma in saliva,
il fragore del morbo tutto dilacera,
frena abbracci, separa sguardi e affetti
che nudi affogano in brande senza aliti.

Qualcosa di bello si forma di nuovo
nelle mie mani, stormenti rondini,
tu credi siano sperse, lassù nell’aria,
ma sull’orlo del cielo trasaliscono
di primavera, intatte vibrano nel vento
con cui soffolcere nostalgie carponi,
quando intatte libravano nell'intimo
fremere, di libero gioco assunte.

Sono nel vento, ti colgono rapide
tu che in un livido giaciglio resti,
tu che aspetti solo alla muta finestra,
padre, portano il loro succhio di vita,
ti svolgono dal virus che costringe
aprendo il sorriso alla speranza viva,
resisti, che l’affanno nelle mie mani
finalmente nelle mie mani più non sia.



Veronica Manghesi
01/04/2020 – Pandemia Covid19




In risposta a: del
gli sguardi
AUTORE: federico
email: -

20/4/2020 - 21:45

sono giorni che t'aspetto
è da un po' che son da sola
già lo sai
in quella casa troppo vuota
ora qui a far la spesa
col carrello e mascherina
per incoraggiarmi parlerò con Dio
Son tre ore che faccio fila fra la gente

una vita senza sconti un passato da cambiare
l'illusione ci da sempre un bel sapore
navigare è un altra cosa no trascimar dalla corrente
ma remare qua da sola non ci stò
Se il sentiero disegnasse quei miei pianti

di sguardi d'un volto che più non c'è
A stento mi leggo quella tua posta
gli sguardi riflessi dentro a un caffè
Pasqua di un anno senza stagione
la stanza il soffitto e un letto disfatto
Un corpo di gesso ...che io più non spoglio
...Sei come un miraggio vivo a tratti spesso nel deserto
di sguardi ,
che fluivan nei gesti,
gli sguardi ............

..............

nella vita già in salita , un bel giorno t'ho perduto
nella mente ripensare all' accaduto
io cercavo quel calore ma provai soltanto freddo
tu però già confuso in quei tuoi guai
Ma gli sguardi eran frutto del tuo cuore

di sguardi già ciechi senza di te
Mi pento di non averlo mai scritto
gli sguardi ......di complicità fra di noi
Difetti sai li abbiamo un po' tutti
dobbiamo aspettarci con calma stavolta
Abbiamo una scelta ben oltre la porta
fin dentro il destino ed abbracciare un corpo e stupirci
di sguardi
oggi sempre più intensi ,
gli sguardi




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La pesca nel lago / Ar capanno
AUTORE: Dino Baglini /76/79
email: -

31/3/2020 - 20:26

La pesca nel lago
(1976)

Ugo:- Come è ita Dreino?

Drea:- Dai 'n occhiata,
con venti nasse e trenta bertibelli,
ciò perso, si por dì, mezza giornata.
…è robba da schiantaccisi 'apelli.

Ugo:- Cosa sarà…

Drea:- … è pesca disturbata…
fra motoscafi, sci, barche e battelli
par che ci sia a giornate la regata…
eppoi veleni, diserbi...

Ugo:- O la Venatoria?

Drea:- Quelli?
Viengano belli, 'mpettiti, colla su montura,
chiappano tre o quattro disgraziati
colla tinchetta sotto la mesura…


e lì, artioli su artioli, leggi, reati,
da la Provincia vai a finì 'n Pretura,
…così si resta becchi e bastonati.
Dino Baglini

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

Ar capanno
(Neri cor Deputato)
(1979)

Neri:- Sor Deputato, senta, ma ha spiegà…
un ho ‘apito!… mia perché son sordo,
perché sono ignorante, e lei lo sa,
ma der sapè son sempre stato 'ngordo.

Cosa signifia all’unanimità…
per lo stipendio vostro, mi riordo,
er voto fu così… un lo so spiegà…

Deputato:- Lo spiego io, vole dì tutti d'accordo!

Neri:- … Potta! …e io che stavo lì a facci 'r cervellino,
vor dì tradotto 'osì, seduta stante,
che ognuno tira l'acqua ar su mulino…

Se faccio un paragone,.. io birbante…
fra lo stipendio vostro e un contadino,
è come… da un ranocchio a un elefante.

Dino Baglini




In risposta a: del
W L'ITALIA...
AUTORE: Beppe
email: -

31/3/2020 - 11:39

Tre pezze formano una bandiera... Il verde dei prati... Il bianco della pace e il rosso della passione per difendere questa nazione... da guerriera vera!!
Mi chiamo Italia... e del corona sono prigioniera... mi hanno isolata e messa in quarantena...!
Ho fatto del bene a chi stava male... gli ho dato un letto... li ho curati... e dato da mangiare...
Oggi che male ci sto io... nessuno mi dice "heii! a te ci penso io!".
Voglio battere le mani a tutte le nazioni... ma non per i meriti... ma per quanto sono mascalzoni...
Ma da questo letto tra un po mi rialzero'... e quando sarò guarita mi ricorderò... di ogni ferita... Ritornerai nel bel paese... ma scordati le pretese... prima di entrare mi dovrai dire... è permesso...e deciderò se darti l'accesso...
Ora... lasciatemi stare... pure se sto male... con poche forze questo tricolore continuo a sventolareeeee! ....W L'ITALIA...




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Donna
AUTORE: federico
email: -

30/3/2020 - 20:11

Donna stanca dentro la pelle
tutto tiene su quelle spalle
Donna foglia senza l'inverno
perchè ha, quella linfa dentro

Donna mani come le fate
scioglie nodi dimenticati
quegli ostacoli come muri
li scavalca volando fuori

sa ferirsi ma sa guarire
come taglia sa perdonare
gioca a carte mai colla sorte
se si sente messa alle strette

....

sogna il buio solo a colori
Donna è vento senza i confini
Donna che non invecchierà
ha quel viso senza un età

.............................................
Donna testa non solo corpo
senza patto ne compromesso
Donna, tende sempre la mano
a chi sta male nel quotidiano

Donna piange se sente male
oltre il silenzio che fa il rumore
nei suoi guai non ha rimpianto
lo ha lasciato a chi ha buio dentro

Donna sfoglia il diario perso
come sbaglia, sa allontanare
sa rinascere come foglie
fiore fresco che non s' arrende



sogna il lampo senza rumori
Donna lava da quei vulcani
Vita già poi ti donerà
quando privo ti troverà


Donna foglio senza l'inchiostro
ma quel foglio lo sa riempire
ama il tempo che da risposte
sa aspettare perchè è forte


solo l'Alba ha i suoi mattini
Donna gioca coi suoi bambini
Donna che non accetterà
d'esser Viva solo a metà




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Er monumento & L'Assessore
AUTORE: Dino Baglini
email: -

17/3/2020 - 19:59

Er monumento

( Il sonetto si riferisce al monumento a Garibaldi in piazza a Vecchiano. Nasce nel 1972 e ironizza sulla dimensione in confronto all’importanza del personaggio)

… Lè visto ‘r monumento a Garibaldi ?
La posizione giusta l’hanno presa,
nun dio di no, perché come lo guardi,
vorta le spalle, ‘osì, verso la chiesa.

… Ma è troppo piccinino …, via Lombardi,
un si pole fa ‘n eroe e badà alla spesa.
Fallo co’ su debiti riguardi
e buttati a capofitto nell’impresa.

… Stiaffani sotto ‘r culo un ber cavallo
cor morso tutto drento le ganasce
che va contro ‘r nemio a cariallo,

allora te t’infoi e ti rinasce
storiamente il senso d’imitallo,
… ma così come gliè … mi sembra Rasce
Dino Baglini
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

L’ Assessore
( 1970 )

... Mi stiaffa ‘r foglio ‘n mano e fa vè su
ci fè mette la firma all’Assessore.
...“ASSESSORE”… Madonna di Gesù!
Devesse un omo grande e di spessore,

che dopo lui di certo un cenè più.
Verà di forà, dissi, sarà dottore,
sarà un par di metroni suppergiù.

T’arivo sù ci trovo anco Renato,
du altre donne, e c’era er su figliolo,
perché mi disse … aveva letiato.

Entro … l’assessore era là tranquillo e solo,
lo guardai ‘n po' … restai pietrifiato …
nato dun cane … o un era un segaiolo.
Dino Baglini




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