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In risposta a: del
E la regina delle gnome che fa? È sempre a parlà
AUTORE: Pierino
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8/12/2025 - 7:57
O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori e divisivi
confondono le idee ed i pensieri?
O quanti folletti imperversano
nelle trasmissioni
come amorevoli angioletti
ma non son che chiacchieroni
che nascondono sotto il candore
troppa falsità e finzione
senza il benche' minimo pudore?
O quanti gnomi si credono giganti
davanti a microfoni e telecamere
costantemente pronti, urlanti
a sparare a pallettoni
tutto e il contario di tutto
vili imbonitori e cialtroni?
O quanti elfi, aiutano i tanti "Babbo Natale"
ad acquistare esagerando con le spese
in qualsiasi centro commerciale
per essere magnanimi in sorprese?
È così che tanta mercanzia in esposizione
induce a diventare ladro entrando chiunque in azione?!
E poi ci sono i troll quelli digitali
deliberatamente provocatori
irritanti offensivi
che oltraggiano senza alcun ritegno
Brillano sotto l'anonimato
nell'humus vergognoso del regno
dei linguacciuti da tastiera...
Che lista nera!
Che sconsolante odierna tiritera!
In risposta a: del
Il mondo alla rovescia
AUTORE: Don Fumino
email: -
7/12/2025 - 20:26
Quante luci sfolgoranti
brillano nel buio!
Non appena scendono le prime avvisaglie,
sembra scatti l'ora ics,
festoni, abeti, arcate: ecco le meraviglie
del periodo festaiolo per eccellenza.
A tutti prudono le mani,
come se non ci fosse più un domani.
Religiosamente tutti in fila
a far la coda nei centri commerciali,
e se il "serbatoio" mette le ali...
ci vuole pazienza
visto che non se ne può far più senza.
Non dovrebbe questo clima guerraiolo-militare
indurci piuttosto a risparmiare?
In risposta a: del
Treju?!
AUTORE: Eco
email: -
6/12/2025 - 6:09
Siamo nel periodo dell'Avvento
e quante chiacchiere superflue
ronzano in TV
Pubblicità e propaganda politica
a gogò: non se ne pole propio più!
Mischiare il sacro col profano
in un enorme sconfinato calderone
è la specialità del salotto romano
che alza ogni giorno un polverone
E la massa, come pecore intruppate
seguono i capobanda
guidati dalla voce delle pance
non pensanti
Ed eccoci
ipnoticamente rincoglioniti
e intrappolati tutti quanti!
In risposta a: del
Madre Natura fa miracoli
AUTORE: Eva
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3/12/2025 - 8:07
Ieri pomeriggio dopo la risposta preoccupante
d'un esame anche invasivo
che ha rattristato cuore anima e viso
d'una carissima amica appassionata
di fotografia
è apparso all'improvviso nel cielo umido e scuro
un tocco di magia!
Un grande arcobaleno
Ma non il solito arco iridato, bensì un sottile arco dorato
Una profetica visione, un segno premonitore?
Di sicuro un lenitivo per l'umore!
Ed è stato davvero così:
la rassicurazione del suo medico curante
ha riportato la calma, la pace interiore
proprio lì dove c'era solo grigiore
Evviva l'arcobaleno che riporta il sereno, la gioia, la vita
insieme alla speranza inseparabile amica.
In risposta a: del
Prima dell'Avvento
AUTORE: Sofy
email: -
23/11/2025 - 20:11
Sarà l'arrivo del freddo che non poco m'attanaglia
togliendomi la voglia
di uscire allo sciaverno...
Sarà il solito languore che m'abbranca
di domenica
sia d'estate che d'inverno...
Saranno le montagne di pandori e panettoni
e ogni sorta di leccornie
al cioccolato,
scaffali colmi di decorazioni
per il solito abete immolato...
Saranno i buoni sconto che
invitano all'acquisto
di strenne e doni...
Saranno le luci, le musiche che
nonostante tutto
risuscitano emozioni...
Saranno i ricordi dell'infanzia
quella vera, ingenua
col suo tenero candore...
Sarà che ancora
è lungo il cammino
al giorno del Signore...
Ma ogni anno quest'unica
festa delle feste
con la sua Natività....
Mi tocca, mi turba,
m'appassiona ...
pur con le stesse ritualità.
In risposta a: del
Prima dell'Avvento
AUTORE: Sofy
email: -
23/11/2025 - 16:04
Sarà l'arrivo del freddo che non poco m'attanaglia
togliendomi la voglia
di uscire allo sciaverno...
Sarà il solito languore che m'abbranca
di domenica
sia d'estate che d'inverno...
Saranno le montagne di pandori e panettoni
e ogni sorta di leccornie
al cioccolato,
scaffali colmi di decorazioni
per il solito abete immolato...
Saranno i buoni sconto che
invitano all'acquisto
di strenne e doni...
Saranno le luci, le musiche che
nonostante tutto
risuscitano emozioni...
Saranno i ricordi dell'infanzia
quella vera, ingenua
col suo tenero candore...
Sarà che ancora
è lungo il cammino
al giorno del Signore...
Ma ogni anno quest'unica
festa delle feste
con la sua Natività....
Mi tocca, mi turba,
m'appassiona ...
pur con le stesse ritualità.
In risposta a: del
Sperare è d'obbligo
AUTORE: Stefy
email: -
17/11/2025 - 9:20
Scrosciano dal cielo lacrime
e lacrimoni
soffia forte o spira lieve il vento
sospingendo muraglie
di nuvole o nuvoloni.
Dopo giorni di goduria con clima tiepido e soleggiato
prepotente un temporale, preannunciato da tuoni e lampi,
ha scrosciato cosi tanto
da ricoprire prati e campi.
Trema, rimbomba la terra
ad ogni esplosione
arriva immediato il batticuore per ogni scossone.
Tane e rifugi, a protezione di animali
e di esseri viventi,
case e ripari d'ogni tipo
purche' che siano rassicuranti
Sono ridotte ormai le piante a salici piangenti
spoglie, scheletriche, denudate
in balia degli eventi
ad affrontare i rigori dell'inverno incipiente
E noi come sempre a sperare che sia clemente.
In risposta a: del
Toccato il fondo si riemergerà? E chi lo sa!
AUTORE: Sofy
email: -
13/11/2025 - 7:55
Il dolore intimo,
intenso, straziante,
che paralizza,
quello totalizzante che
lacera l'anima e il corpo,
lo spirito e la mente,
che smarrisce, disorienta
isola e irretisce.
Eppure sembra impossibile
che si impossessi,
che scenda
così profondamente
nelle viscere e nelle ossa,
nelle muscolature e nei nervi
fino a lasciare esanimi,
il cuore a brandelli
completamente
in balìa degli eventi.
Disperazione e depressione
prendono il sopravvento
sulla volontà di gestire
qualunque sentimento
che non sia brutale.
Scorre il tempo
imperterrito, incurante
delle ferite, delle cicatrici
postume, indelebili
e con lui l'affannoso
ciclo vitale
del tutto naturale
In risposta a: del
Il silenzio della rugiada nel rumore del deserto
AUTORE: Fede
email: -
1/11/2025 - 4:24
Passo dopo passo
Vivo oltre il dolore
Ma poi piango senza trattenere
E mi sciolgo come neve al sole
In ogni gesto c'è sapore
Ricordi di te
Già lo so il silenzio fa solo rumore
Come quel tuono , perché
Odo dentro di me
Oltre la porta
Il riflesso di te
Che da il calore siii
Solo il tuo sguardo lo sa fare
Senza il bisogno di parole
C'è temporale quiii
Che poi mi fulmina e fa male
E sento freddo e non so dove
Ma giuro, che c'è
In quella foto il tuo volto m'appare
Troppo tardi all'alba scompare
L'orgoglio e le sue scelte
Bugie sotto le stelle
Gli inganni o la ragione
Come la luce dentro a i tuoi occhi
Proprio quegli occhi che non so più trovare
Come le stelle che stanno a guardare
Quelle tempeste di vento e di sale
Di un deserto che
Senza la pioggia
Di riflesso ce né
Che da bagliore sii
Solo un miraggio lo sa fare
Sopra la sabbia e quel calore
Non più parole quiii
Prive di fatti restan vuote
Oltre il silenzio che fa male
Fra me e te
Vedo quel raggio di sereno fra noi
Sopra il deserto la rugiada che sei
Un grazie a Diodato
In risposta a: del
Inferno e inverno: 'n'accoppiata micidiale!
AUTORE: Ramon
email: -
28/10/2025 - 8:20
Sarà la prima arzilla frescura del mattino
Sarà la condensa umidiccia de la notte
Sarà che il 31 le streghe vanno a frotte
Sarà che vedo accatastar la legna pel camino
Sarà la chiamata a corposciolto dei vaccini
Saŕà che dolori gareggiano a rovinà la vita
Saran le foglie che ingolfano i giardini
Ma io mi sento un po' cazzuta e un po' avvilita!
Sarà il logoro guardaroba ormai sdrucito
Sarà la penuria di risorse a potello rinnovà
Sarà il coro generale anzi il barrito
de disperati che un sanno più che cosa fà...
Ma mi pare un bordello a cielo aperto
e collo stregone di turno...
ci vorrei strozzà l'esperto!
In risposta a: del
Povere foglie frali
AUTORE: Sofy
email: -
24/10/2025 - 8:36
Dopo le incessanti piogge
che han reso lacrimosa
quasiasi cosa
affacciata sul mondo,
piroette di foglie
dalle forme più svariate
dal colore e dal contorno,
liscie o accartocciate
hanno prillato in aria
facendo il girotondo
sospinte dal libeccio
vento rovinoso.
Han salutato intorno
pur con un solo inchino
per poi ammassarsi
sul marciapiede
o ai lati del giardino.
Mentre le rastrello
le faccio rotolare
per poi ammucchiarle
nei sacchi
e lasciarle andare
le guardo, le osservo
nel loro ultimo splendore
e sento trafiggermi
da una fitta al cuore
In risposta a: del
Prove tecniche di stagione
AUTORE: Nicoletta
email: -
20/10/2025 - 19:10
Zampettava in giardino il primo pettirosso della stagione.
Era caldo , c'era il sole.
Ma qualcosa mi diceva di fare il bucato,
ch'era giunto il momento di riporre nell'armadio
gli indumenti estivi.
Oggi ho capito.
S'è avverato l'arrivo del maltempo.
Pur non essendo ancora freddo
soffro d'inquietitudine:
tremo, rabbrividisco,
mi divorano i morsi di una fame
che m'infastidisce.
Ho telefonato a persone care.
Stranamente
perche' son pigra.
Invece di rasserenarmi mi sono incupita.
La melanconica atmosfera plumbea pare sia epidemica.
Il grigiore è diventato fuligine
il tentativo di pioggia
m'ha rintanato in casa.
Non vedo l'ora di rifugiarmi sotto le coperte
per trovare un minimo di benessere,
di tepore
che mi intiepidisca almeno il cuore.
In risposta a: del
Se almeno sapessimo ragliar bene!!!
AUTORE: Sofy
email: -
17/10/2025 - 13:52
Fiato alle trombe e
rulli di tamburi...
In genere poi si aggiunge:
Auguri e ancora Auguri!
Ma questa volta cara Voce
gli eventi toglieranno voce
al VERNACOLIERE...
E non è colpa della censura
o dell'ironia sferzante,
sarcastica e dissacrante
del giornale.
Il rincaro della carta,
il calo dei lettori,
l'omologazione delle menti
tramite i social
che danno, SÌ la voce,
ma alla pancia e al culo!
E poi la veneranda età
di Mario Cardinali,
l'ideatore e fondatore
del mensile livornese.
Cara Voce che tristezza,
ormai ci stiamo emarginando
dietro un muro,
di banale pseudo certezza,
di ignoranza e di volgarità
Che peccato!
Esprimersi in libertà
non significa giocare a
offendere e insultare...
ma scrivere, parlare,
riflettere, analizzare,
creare, fantasticare,
visionare, osservare...
dare "ciccia" alla mente
e poi e poi, ascoltare!
Mancherai VERNACOLIERE
Ogni voce che si spegne
sono asini, ciuchi, somari
che ragliano alla luna
Che tu possa ripensarci Mario
chiedo aiuto alla dea fortuna!
In risposta a: del
Riflessi e riflessioni
AUTORE: Perla
email: -
13/10/2025 - 8:39
Mi piace alzare gli occhi al cielo molto spesso:
quella cerulea immensa distesa
generosa e creativa,
mi regala una sorpresa
fantasiosa
in continuo divenire.
Un ammasso d'aria vaporosa
s'avvicina, si compatta
si dirada, s'allontana
in balìa degli umori mutevoli
del vento:
e sparpagliata, frastagliata, frammentata
ammassata, miscelata...
gioca a fare la trasformista.
E per una sognatrice come me
è un vero spettacolo itenerante.
Un cast d'eccezione che interpreta
i capricci di Eolo
per tramutarli in ghiribizzi,
in ghirigori,
in figurazioni
da stupire pure i detrattori.
Se fossi nata nuvola,
sarei stata più felice?
E chi lo sa,
nessuno mi contraddice!
Malleabile, eterea, soffice, rosea
spumosa,
grigia, plumbea, minacciosa...
avrei subito comunque pressioni.
E allora perche' non restare
con i piedi a terra
e rivolgere lo sguardo al cielo
ammirandone le cofigurazioni??!
In risposta a: del
Tira tira, anche l'elastico si spezza
AUTORE: Ester
email: -
10/10/2025 - 21:36
L'autostima è una gran cosa
Sprona e aiuta
ad affrontar la vita
con grinta e con cipiglio.
Ma quando si gioca
la partita,
la vittoria se immeritata
porta sul campo
lo scompiglio
La furbizia, l'astuzia
e la scaltrezza
sono doti a dir
poco disoneste
Vincere bisogna
per bravura
e accettare la sconfitta
con chalance, e
con disinvoltura
Avere non si può
tutto ciò che si vuole
e al signor Trump
che esigeva il Nobel
la faccenda non va giù:
nvece è stato assegnato
a chi se l'è davvero
meritato.
Spero che glielo
diano di segatura
perche' di lui
non ne possiamo più.
In risposta a: del
2 ottobre festa dei nonni e degli angeli custodi
AUTORE: Giosi
email: -
3/10/2025 - 10:10
Luna cara che mi ascolti in silenzio
senza controbattere ma cercando di capire
ti voglio confessare il mio soffrire
Tu lo sai, sei testimone oculare
di quanto mi sia sempre data da fare
per la famiglia, per chi ha bisogno
e per chiunque mi vive intorno.
Adesso che in tarda età son diventata nonna,
con grande apprensione ma infinita gioia,
avrei tanto voluto, ieri, ricevere gli auguri
da mio figlio e dalla sua compagna
perche' ho sempre dato senza chiedere nulla
in cambio: ma almeno un cenno...
Ci sto male, non lo nego, sarò uscita di senno
oppure è per questo mondo feroce, arruffato,
confuso e diventato ormai disumano?
Mi sa che purtroppo ci han rovinato
il buonsenso, ci han preso la mano!
Son tanto avvilita per quello che vedo sento e provo
per la cattiveria e le falsità che disapprovo
Ma voglio pensare positivo e restare ottimista:
se non con il corpo, almeno con la mente e il cuore
supporto l'operato
d'ogni coraggioso attivista!
In risposta a: del
Il cielo
AUTORE: Mirella
email: -
15/9/2025 - 14:53
Immensa volta celeste
che ci sovrasta:
alcune volte ci opprime
altre è sublime
Il regista è
inevitabilmente
il vento.
Bizzarro e capriccioso,
anzi bipolare,
soffre di sbalzi di umore
che non riesce a frenare
Dalle albe alle aurore
non fa che alternare
attori e sceneggiatura:
da dramma a commedia
da farsa a tragedia
rende inimitabile
Madre Natura
Accompagna le nubi
il marpione:
le sbatacchia,
le accarezza
diventando brezza
soffio o folata
raffica o ventata
come un vero sbruffone
Succubi le nubi
e subordinate,
da boffici e graziose
evanescenti e vaporose
diventano cupe, fosche
tenebrose
spaventevoli
minacciose
E noi sempre a curiosare
col naso all'insu
sperando
nella benevolenza
che non debordi più
In risposta a: del
stendi il tuo letto
AUTORE: pasquino
email: -
9/9/2025 - 9:04
Stendi il tuo letto
e vieni a dormire insieme a me
e che il tuo bacio sia
la canzone della notte
in un abbraccio troverò
le tristezze e le gioie
tutte quelle cose che devo vivere
per poter andare avanti
stendi il tuo letto
e vieni a dormire insieme a me
e che il tuo bacio sia
la canzone della notte
GRAZIE THEODORAKIS
In risposta a: del
Un tocco di magia
AUTORE: Sofy
email: -
6/9/2025 - 11:46
Inaspettatamente
ceno sull'ultimo lembo
di terrazza
apparecchiato
Ascolto lo sciabordio
delle onde altezzose
che i refoli di vento
accompagnano
verso la scogliera
È l'avvio alla sera
Il sole
s'è appena dissolto
nell'ultimo bagliore
trascinandosi i pensieri
pesanti
E l'ha resi più leggeri
Gradatamente
il cielo si fa scuro
e fedelmente
lo segue il mare
L'agitazione
tende a scemare
È apparsa la luna
col suo magico chiarore
davanti a me divampa
un tappeto d'argento
Con lui rinasce
un sentimento
che credevo
estinto
Era soltanto sopito
Grazie dell'invito
In risposta a: del
blowin in the wind
AUTORE: pasquino
email: -
2/9/2025 - 9:40
soffiando nel vento.
Quante strade deve percorrere un uomo
prima che si chiami uomo?
Quanti mari deve attraversare una bianca colomba
prima che dorma sulla sabbia?
la risposta ,amico mio, soffia nel vento
Quante volte deve un cannone sparare
prima che VENGA VIETATA LA GUERRA quante volte deve un silenzio deve cadere prima che un uomo possa sentire
la risposta amico mio soffia nel vento.
Quante volte deve un uomo urlare e piangere prima che la sua voce si faccia sentire?
LA RISOSTA AMICO MIO SOFFIA NEL VENTO
GRAZIE BOB.
In risposta a: del
E anche agosto saluta e va
AUTORE: Sofy
email: -
30/8/2025 - 13:25
Ha piovuto
I fiori ringraziano il cielo
È bastato un sottile umido velo
di rorida linfa vaporosa
a risvegliare dal torpore anche
la più riarsa piccola rosa
In splendida successione i fiori
rinvigoriti vivificati rinverditi si rivestono di vividi colori
Si alterna il sole con le nubi
giocando a nascondino
e poi furbescamente sfugge
facendo l'occhiolino
Brontola il tuono
Rimbomba tra oscuri nuvoloni
che gli rispondono a tono
con radi goccioloni
Se poi il rombo insiste e
diventa boato
arriva scrisciante la pioggia
a bagnare il bucato
A portare sollievo e
sospirata frescura
alle piante ormai stanche
di tanta calura
Piangi amico Agosto
che te ne vai
regalandoci il temporale e
il vento di libeccio
che arriccia la cresta
al mare
In risposta a: del
CICLOVIA tirrenica
AUTORE: Roberto ed altri ciclisti
email: -
28/8/2025 - 14:21
Dove ci siamo fermati? Manca qualcosa?
Fateci sapere…
In risposta a: del
un sogno da rusalka di antonin dvorak
AUTORE: pasquino
email: -
24/8/2025 - 9:10
ho fatto un sogno incantato
nuotavo al largo e ho incontrato una sirena ,era di notte e i raggi della luna ci baciavano
ha cominciato a cantare
o luna ,che in cielo splendida
brilli di pallido fulgore
dimmi ,tu che sei tanto lontana
come posso io far si che l'amore
del mio cuore ritoni?
sospiri di sogno e di dolcezza
l'anima mia al tuo chiarore
Tu che nel silenzio della notte
ascolti la tristezza del mio cuore,
portami un sogno,
un sogno d'amore
dimmi se il mio amore
un giorno mi ricambierà
Rifulgi sulla mia vita,
sul mio destino,
un cammino
un cammino d'amore
In risposta a: del
Ferragosto
AUTORE: ................
email: -
15/8/2025 - 18:43
Immersa nel consueto silenzio,
assordante,
per come lo vivo io,
in solitario isolamento
il tipico giorno di Ferragosto.
Unico fedele amico
che mi fa compagnia
nella giornata dedita a Maria,
in cui il sacro col profano
si fonde nel remoto e nell'arcano.
Senza volerlo, e non è poi così strano,
sento il desiderio di partecipare
a questo ridondante rituale
nel modo del tutto usuale:
ricevo e spedisco sul cellulare
qualche entusiastica formula augurale
Intanto trascorre lento il tempo
in un afoso venerdì,
denso di ricordi
e acrobatiche emozioni
Meditabonde riflessioni
l'accompagnano nell'andata e nel ritorno.
Passerà anche questo interminabile giorno,
che si protrae fin quasi a domani
mentre il pensiero corre, vola...
imperterrito invece
tu rimani.
In risposta a: del
Di stenti distesi
AUTORE: Conte Kunde
email: [protetta]
1/8/2025 - 14:29
Dormono pance vuote nei letti sfatti,
dove l’alba non è mai promessa,
ma solo una fatica che non bussa.
Le mani sanno di ferro, polvere e veleno,
le bocche strette e asciutte nel non parlare,
tra i denti stretti
nell'aspettare che passi.
C’era una volta il grano,
e una donna che rideva in cucina.
Ora ci sono ombre sedute ai tavoli,
a bere il silenzio con le briciole.
I vecchi non hanno sogni,
i giovani non hanno terra.
Solo lo stesso cielo basso,
che pesa sulle spalle come un padre stanco.
In mezzo alla strada,
c’è ancora un cane che non molla.
Zoppica guardando avanti.
Non chiede. Non si lamenta.
Solamente stanco si allontana.
E noi,
di stenti distesi,
non cerchiamo gloria,
sfilati e distanti
ci bagniamo nella tregua.
Una sera senza vento,
un piatto caldo,
una voce che dica:
"domani", forse, già ci basta.