none_o

E’ una frase tratta da “Una storia come questa”, canzone del 1971 interpretata da Adriano Celentano su testo e musica di Goffredo Canarini e Miki Del Prete. Una realtà che molti di noi hanno vissuto e che sembra appartenere ad un passato così lontano da essere quasi dimenticato. Ma forse….

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
Di Claudia Fusani
none_a
Di Umberto Mosso ( a cura di Bruno Baglini, red VdS)
none_a
di Lorenzo Gaiani (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
none_a
San Giuliano Terme, 3 luglio
none_a
Di Umberto Mosso(a cura di Bruno Baglini, red VdS)
none_a
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
Libri.
none_a
di Bruno Pollacci
none_a
di Bruno Pollacci
none_a
Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
 3
Sono disponibili 0 articoli in archivio:
 [1] 
In risposta a: del
Vernaoleggiando
AUTORE: beppecalesse
email: -

13/6/2022 - 20:40

Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata da noi tant’anni fa.
E ‘n modo tutto nostro di parlà,
di dì le ‘ose ‘ome le voi di’,
di sputà ‘r rospo! D’un tenèllo lì!
Io l’ho ‘mparata da mì mà e mì pà
senza bisogno di stalla a studià :
a me è bastato di stalli a sentì!
La Ci, come si sa, si fa sparì’,
ci garba l’Erre, ‘r Sì si fa sonà’.
E c’è quer nun so che che ni si dà’!...
Se quello gliè di ‘vi e ni dà la via
‘un è ‘na lingua, gliè ‘na sinfonia

Athos Valori ( credo ma un son siuro)




In risposta a: del
Zolla
AUTORE: Paola
email: -

24/4/2022 - 20:46

Sentirsi come zolla di terra appena arata e accogliere i semi portati dal vento per sperare sempre in nuove messi.




In risposta a: del
Ai figli
AUTORE: Bonamici Mauro
email: [protetta]

22/4/2022 - 10:50

Ti ho visto nascere,eri piccolo,compatto,
Fino ad un anno ti sei mosso come un gatto
Poi sei cresciuto,hai imparato a camminare
Ed ingenuamente tu volevi comandare
Di quello che ho potuto mai niente ti è mancato
In cambio vorrei un figlio onesto ed educato
Un giorno sarai grande,penserai alla tua famiglia
Avrai forse i tuoi problemi con il figlio o con la figlia
Ma ricorda babbo e mamma, che col cuore ti hanno amato
E per loro resti un bimbo, anche quando sei invecchiato




In risposta a: del
AI DITTATORI
AUTORE: Bonamici Mauro
email: [protetta]

3/4/2022 - 12:12

Son curioso di sapere cosa passa nella mente

Di chi crede di esser Dio e decide per la gente

Col pretesto di salvare le sue idee e i suoi confini

Se ne frega degli eventi che colpiscono i bambini

Il dolore che ci affligge crea non poche indignazioni

E per pura conseguenza fa compatte le nazioni

Mi dispiace che la storia non ci abbia poi insegnato

Che l’orrore delle guerre è lo stesso, mai è cambiato

Ha prodotto sofferenza, pianti, sdegno per gli orrori

Che rivisti in altro tempo pianger fanno i nostri cuori




In risposta a: del
Venite signori della guerra
AUTORE: Bob Dylan
email: -

11/3/2022 - 11:58

Venite signori della guerra
voi che costruite i cannoni
voi che costruite gli aeroplani di morte
voi che costruite le bombe
voi che vi nascondete dietro muri
voi che vi nascondete dietro scrivanie
voglio solo che sappiate
che posso vedere attraverso le vostre maschere.

Voi che non avete mai fatto altro
che costruire per distruggere
giocate con il mio mondo
come fosse il vostro giocattolo
mettete un fucile nella mia mano
e vi nascondete dal mio sguardo
e vi voltate e scappate lontano
quando volano i proiettili.

Come Giuda dell'antichità
voi mentite e ingannate
Volete farmi credere che
una guerra mondiale può essere vinta
Ma io vedo attraverso i vostri occhi
e vedo attraverso il vostro cervello
così come vedo attraverso l'acqua
che scorre nella mia fogna.

Voi armate i grilletti
perchè altri sparino
poi vi sedete a guardare
il conto dei morti farsi più alto
Vi nascondete nei vostri palazzi
mentre il sangue di giovani
fluisce fuori dai loro corpi
ed è sepolto nel fango.

Voi avete sparso la paura peggiore
che si possa avere
la paura di mettere figli
al mondo
Per minacciare il mio bambino
non nato e senza nome
non valete il sangue
che scorre nelle vostre vene.

Cosa ne so io
per parlare quando non è il mio turno?
Potreste dire che sono giovane
potreste dire che non sono istruito
ma c'è una cosa che so
sebbene sia più giovane di voi:
nemmeno Gesù perdonerebbe mai
quello che fate.

Lasciate che vi faccia una domanda
il vostro denaro è così potente
che pensate potrà
comprarvi il perdono?
Io penso che scoprirete
quando la Morte chiederà il suo pedaggio
che tutto il denaro che avete fatto
non riscatterà la vostra anima.

Bob Dylan




In risposta a: del
QUANDO SI NASCE BISCHERI….
AUTORE: E' di leonini
email: -

7/2/2022 - 7:28

1 Quando si nasce bischeri,vi dico,
ed è così per me da tempo antico,
si può capitare in questa situazione,
non sol d’inverno ma in qualsiasi stagione.
2 Antibiotici devo ingoiar due volte al giorno,
per sfiammare la gola e nel dintorno;
mi verrebbe da dir quattro “sfondoni”
ma intanto gargarismi e inalazioni.
3 Mi piace ricordar con tre parole,
e come in ogni caso Aldo suole,
anche in questa parentesi invernale,
scarpinare sarebbe stato l’ideale.
4 Invece l’aver preso una frescata,
in una alquanto rigida giornata,
a letto senza scrupoli mi ha messo,
e di tal dono ringraziar devo me stesso 23 Gennaio 2022 A. Leonini




In risposta a: del
senza titolo
AUTORE: dalle piagge emiliano
email: [protetta]

13/1/2022 - 13:32

Accade a volte
che in sere con orli d'autunno
il ricordo sovvenga di quando
sul finire di scale e cortili
cosparsi nel vento
folle divenni,
senz'altro chiedere in cambio.
E Le luci dei bar,dei lampioni,
che distolgono gli occhi dal buio
mi carezzano adesso che torno
dove tutti mi posson vedere.
Le parole,trascorse,
vuoti i bicchieri,
e tu,che sognasti l'eterno
siedi con me nella strada ormai
spenta,
dove neanche il respiro
più riesce a pulsare.
Siamo gli ultimi,in sospeso,
sulle crepe di ricordi mai svolti,
di passi interrotti,là
dove un tempo
sul finire di scale e cortili
qualcosa soggiunse
e disparve,
lasciandoci in brace.




In risposta a: del
La Befana
AUTORE: ghepi
email: -

5/1/2022 - 20:16

La Befana

Non vi sembra cosa strana
che la mitica Befana
non sia stata poverina
mai nel tempo una bambina?
Sulla scopa di saggina
sempre in sella a cavalcioni
con ciabatte e calzettoni
grande scialle e mutandoni
la sottana tutta a toppe
i capelli come stoppie
la pezzola od il cappello
ma se piove niente ombrello
un nasone un po' uncinato
ed il mento pronunciato
solo in bocca qualche dente
una gobba prominente
per il sacco assai pesante
che le rende il fiato ansante,
di fuliggine imbrattata
va di fretta indaffarata
e pur sempre appare bella
tra la luna e la sua stella
mentre vola lesta lesta
perché gaia sia la festa,
vola vola sopra i tetti
mentre i bimbi dentro i letti
sognan placidi i regali
non l'aspettano mai uguali
perciò lei non può sbagliare
se li vuole accontentare!
Ma c'è un'altra novità
i vecchietti senza età
restan svegli con la scusa
di tenere vivo il fuoco
ma si tratta di un bel gioco
perché spiano e stanno all'erta
con la porta semiaperta
aspettandosi una strenna:
fai attenzione cara mia
che la scopa già si impenna
a ridosso di un'antenna
quindi spicciati e vai via
ci vedremo quest'altr'anno,
resta vispa tutto l'anno!




In risposta a: del
San Silvestro 2021
AUTORE: Marinella
email: -

31/12/2021 - 21:03

Tutti gli auguri che abbiamo elargito
a profusione
troveranno una giusta collocazione
o si disperderanno come foglie al vento
vanificando in un solo momento
il grande entusiasmo sgorgato dal cuore?
Tutti auspichiamo un mondo migliore!
Salteranno i tappi a mezzanotte del 31
fioriranno in cielo i fuochi d'artificio
si dimenticherà per un attimo
qualsiasi sacrificio
e nell'animo di ognuno
si accenderà la speranza
ma la sorte il destino o la fortuna
sceglieranno di attuarne
ad una ad una
una certa quantità
naturalmente a loro discrezione
quindi amici miei cari
auguri, ma vi dovrete accontentare
di una minima razione!




In risposta a: del
e la notte...
AUTORE: emiliano dalle piagge
email: [protetta]

21/12/2021 - 12:30

....che ci prese sul finire delle stelle,
sciolse ad oriente gli ultimi nodi
di quelle cose sospese
che tremano appena sul calar delle labbra.
Niente rimase
del sussurro che smosse il pulviscolo,
che pulsando c'illuminò il crine,
e fummo sordi e muti
di nuovo
nell'abbagliante gorgogliare del sole.
China la testa,
membra raccolte,
in attesa che le ombre riprendano a muovere,
che le crepe del tempio serpeggino
ancora, e le strade socchiuse
nascondano il mondo:
e tutto sarà fermo,
allora,
tranne il soffio sospeso
di quelle cose che chiamiamo segrete


.




In risposta a: del
Natale 2021
AUTORE: Ghepi
email: -

7/12/2021 - 13:15

Scivola nell'immensità
dell'universo
una stella luminosa
che delicatamente si posa
su un'umile capanna.
Un babbo ed una mamma
cullano un bambinello
appena nato
che un bue e un asinello
riscaldano col fiato.
Belano negli stazzi
le pecore e gli agnelli
bivaccano al fuoco
stupiti i pastorelli.
Si diffonde nel buio
lo struggente suono
delle ciaramelle
che buca il cuore
e sale alle stelle.
Rifulge da lontano
la mitica cometa
che guida i Magi
verso la sacra meta.
Guardo il presepe
e vengo rapita
dal prodigioso mistero
della vita
mentre un frullo d'angeli
nel tremulo bagliore
canta in coro “Osanna
è nato il Salvatore”!




In risposta a: del
Un uomo senza volto
AUTORE: Federico
email: -

26/10/2021 - 20:58

Seduto al freddo e piove neve
Ma non ti nota quella gente
Con quello sguardo cerchi aiuto
Tu sei per loro inesistente
Mentre tu geli fra il cartone
Passan davanti lucide scarpe
Ma tu non vedi mai un sorriso
Solo il tuo cane ti leccava

Avevi gli arti troppo stanchi
Non ti riuscivi quasi alzare
Poi ti portaron da mangiare
Quei volontari con amore
Felpata lingua da quel gelo
Ma ringraziasti e giù quel sale
Che scese poi sulla tua faccia
A un passo dal fermarsi il cuore

Sua,quella è casa sua,la sua vita lì,in due metri tutto qui
Tetto,quel cielo sulla testa
Vi dorme a volte si
Se pioggia non ve né

La luce spesso resta al buio
In destini fatti di una scelta
Con gli occhi rossi dalle pene
Ma si aggrappava a quei ricordi
Io gli parlai dei miei sbagli
Lui dei suoi sguardi senza volto
E raccontandosi mi disse
Son vuoto come un bianco foglio
Io passo qui i miei natali
A stento riesco a non mollare
La vita è dura per chi vive
La vita è amara senza amore
Se non ti arrendi al non mangiare
Si sopravvive nel dolore
Non vedi più quel tuo futuro
Ti provi anche ad incolpare

Tua,quella è casa tua,sempre lì qualcuno, si ti ascolterà
Tua,fra tutte quelle case,
Da oggi avrai una scelta
E quel tetto tingerai

Ora alla sera era il mattino
Perché impugno'quel suo destino
Già non sei più da solo
Non senti dentro più quel vuoto
Hai un vero amico qui al tuo fianco
Riscriverai quel bianco foglio
Sopravvissuto a quella notte
Hai già ripreso del coraggio

........rivedi il volto della vita
Senza paura io ti abbraccio
.......................




In risposta a: del
Respirare insieme a me
AUTORE: Federico
email: -

17/7/2021 - 15:23

È con te
Facciamo oggi quella scelta
Oggi in due ma restiamo sempre noi
È con te
Che la vita è come foglia
Noi leggeri saggi dentro vuoti mai
Sei l anfratto nella roccia che mi salva
È con te che il domani ha un perché
È con te ,solo con te,freddo non c'è

È con te
Ricostruiamo con le mani
Su una terra che oggi frana sempre giù
È con te
Che scioglieremo quei legami
È per questo non ci tradiremo più
È con te
Ho risposto sei la mia sfida
Senza gesti,o rimpianti,nostalgie...


È con te
Che al vento ho urlato come un pazzo
Nel sedersi sulla spiaggia,il tuo nome
È con te
Che viaggerei fino allo spazio
E poi son fiero se allo sbaglio c'è perdono
Fra silenzi e rumori rinunciasti ai desideri
Al tuo fianco te lo giuro io sarò...


È con me
Che i nostri sguardi ed un camino
Stan vicino fino all' alba ,Tu sei lì

È con te
Un anno di San Valentino
Ogni giorno parla ovunque un po' di Te
È con te
Che scegliamo dolce a quell'amaro
Verso chi crede di stimarci e non lo fa

È con te
Che donammo sangue vero
Per salvare vite e le memorie
Mi hai salvato dall'inferno di quel male
Perché il tempo ci dia tempo di sognare

E tra noi c è vero amore
Non qualcosa che si spera

Grazie di respirare anche per me




In risposta a: del
AL SERCHIO
AUTORE: Giovanni Pascoli - Odi e inni (1906)
email: -

26/6/2021 - 18:55

Giovanni Pascoli - Odi e inni (1906)
AL SERCHIO

O Serchio nostro, fiume del popolo!
tu vai sereno, come un gran popolo,
lasciate le placide cune,
muove all’officina comune;

le molte cune, tremule e garrule
come sorgenti sotto i lor alberi,
lasciate alle floride donne,
cammina al lavoro in colonne:

cammina, ed empie d’un lungo murmure
le vie, per mano tenendo i piccoli
che vanno garrendo alle scuole,
com’anche le lodole, al sole:

al sole! al sole! come le lodole
che, avanti ancora l’alba, lo cercano,
che dalla purezza sublime
dei cieli lo vedono prime.

Tu vai; man mano giungi, e con ilare
frastuono inondi l’arduo vestibolo;
poi, ecco, tu frangi le messi,
tu fili, qua torci, là tessi;

là picchi il maglio sopra l’incudine
fornendo il bruno ferro dei vomeri,
sante armi alla sola pia guerra
dei ruvidi eroi della terra;

là crei l’ardente soffio che illumina
qualche castello lungi sul vertice
del monte, per l’acqua che adduce
dall’alto, rendendogli luce.

Lavoratore lieto, coi giovani
figli, Ania, Lima, Fraga, le Turriti,
gigante con figli giganti,
tra il lungo lavoro tu canti.

Sei l’avvenire. Tra le casipole
bianche, con vive siepi, col proprio
suo caldo ciascuna e suo rezzo,
tu sei la gran vita di mezzo.

Va! In vano, o eterno fiume dei secoli,
l’Oggi, il pigro Oggi, ti dice: — I muscoli
che zappino il nostro, il tuo bene,
per te! ma per me le tue vene! —

Va, va, Domani certo e ceruleo!
Te vidi, quando sceso, negli umili
tuoi giorni di magra, dal monte,
parevi arrossire del ponte:


del ponte grande, tu sottil rivolo,
roseo per una nuvola rosea,
cui chiesero, il giorno, le polle,
che le ravvenasse, e non volle:

tonò su Tiglio, tonò su Perpoli,
velò il meriggio tinnulo all’aride
cicale che tacquero, nera
passò: sorrideva, la sera:

la sera, o Serchio, mentre sul candido
tuo greto fitte squittian le rondini,
dicevi: «Oh! in quest’afa d’estate
le mie spumeggianti cascate!

Nè bacio il piede bianco dei gattici,
ma su le ghiaie lucide scivolo,
scansando mulini e gualchiere,
chè ad opra m’ha preso il podere.

Vo mogio mogio: povero a povere
genti discendo, piccolo a piccoli
poderi che sembrano aiuole,
ma che ora inaspriscono al sole.

Son donne e vecchi soli, e mi chiamano
ne’ solchi nuovi, perchè v’abbeveri
quel lor sessantino che muore
prim’anco di mettere il fiore.


Ora, un po’ d’acqua chiesi alla Pania,
alle mie buone polle di Gangheri,
per que’ poveretti, che, uguanno
non mesco, non desineranno.... »

Chi mai può dirti, fiume che palpiti
come il buon cuore per la buon’opera:
— Perchè tu non operi il bene,
mi prendo per me le tue vene — ?

O Serchio nostro, fiume del popolo,
io t’udii, forte come un gran popolo
che sopra il conteso avvenire
va, l’ora che volle, ruggire.

Torbido, rapido, irresistibile,
correvi all’ombra di nere nuvole,
portandoti in cima del flutto
le livide folgori e tutto:

tutto! anche quello ch’è tuo, ch’è opera
tua! Ma di tutto, fiume, eri immemore
tu! fuor che di precipitare
laggiù nell’abisso del mare.




In risposta a: del
senza titolo
AUTORE: Moreno Dalle Piagge
email: [protetta]

16/6/2021 - 9:26

S'inarca la notte
remota sopra i nostri pensieri
di stelle cosparsi.
Fuliggine d'astri e millenni ;si posa
sul dorso di lucciole ignare
che vagano in sbuffi tra l'erba,
laggiù,sotto al muro che sdrucciola.
E in fondo ,oltre la cima
dei torti pini salmastri
nero,il velo del mare accoglie
il lucignolo dei naviganti.
Naufraghi fummo,nel bagliore
di un battito,nella fumaia
burrascosa del venire al mondo:
Eadesso,che è limpido lo sguardo
e nell'aria un carezzar di grilli,
chiediamo in silenzio come sarà
quando,abbandonato il senso
faremo rotta oltre il crepuscolo.




In risposta a: del
Il Cinque Maggio
AUTORE: La poesia di Alessandro Manzoni
email: -

5/5/2021 - 8:56

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
Poesie d'Autore - da PensieriParole.it




In risposta a: del
fa un passo in più
AUTORE: Federico
email: -

17/4/2021 - 6:51

per te qualcosa ancora
Vivrò senza far rumore
Davvero duro e serio
Della pelle ne sentirò l odore
Delle labbra sfiorero' il calore
Nel guardarti mentre ti sogno
Per non dimenticare
Al risveglio senza di Te

Saprò ascoltarti il cuore
Sciogli i capelli al sole
Sincero puro e vero
Io con te veri fra la gente
Non vorrò cancellare niente
Anche se un freddo sonno
Ci renderà fantasmi
Tu sarai sempre con me

Ci si scontra,e si piange,ci si pente
Scuse che me le facesti proprio Tu
.............

Anno in più, senza te,lasciati tutto oltre me
Sole ad est potrà mai tramontare?

Con chi sei lui tra noi,in qual storia vivrai
Che se vuoi tu potrai raccontare
In qualsiasi gesto io ti troverei
Ti perdono di tutto anche se non vuoi
......quel tanto in più.........


Ripenso a te al mio fianco
Senza annoiarsi mai
Sincero puro e vero
Volavamo facendo l'amore
Potevamo parlare per ore
Ogni lampo che suscitasti fu temporale
Dolce tempesta dentro di me
Questi tuoni van scolpiti oltre il tempo

Musa Tu ogni minuto
Vate anch'io

Gesto in più ,senza te ,non ha senso o perché
Dentro me dipinto sempre e'il tuo amore


Con chi sei,sei con lui,pensi ancora un po' a me
Io per te lo potrò ancora fare
Non ti voglio sentire come Eterea
Posso solo sognarti , E quel tanto in più ............

Anche tu ,proprio tu,fuori o dentro di me
Io con te mi vorrei raccontare
Or Fa un passo in più


.........




In risposta a: del
senza musica o parole
AUTORE: Federico
email: -

24/3/2021 - 12:12

l accompagnai al suo portone
A passi lenti ed ingombranti
Senza quei baci ne un saluto
Già la sentivo più distante

Con nessun gesto né emozione
Il nostro amore si arrendeva
Calato giù era quel muro
Fatto di creta sgretolava

Io già commisi troppi sbagli
Che non la indusse a perdonare
Ma poi provava odio e amore
Stringendo labbra nel dolore

Poi come avvenne quella sera
Un flebilissimo pallore
Che si formava oltre gli occhi
Dove scendeva giù quel sale


Tua io non son più tua
Se finisce qui ,l hai voluto tu
Vuoto , ben oltre quella porta
Domani lunedì ,nasce senza te


L umore adesso era un intreccio
E che ci rese sordi a tratti
In corpi stanchi ed in catene
Che lei spezzò per quei miei torti

Poi mi guardai in quei suoi sguardi
Che senza sogni son già spenti
E rincorrendosi da fermi
Su quella fronte crescon solchi

Per ogni mese sempre uguale
Scorre fatica dal sudore
Privi di meta da inseguire
Non c'è più vita ne colore

Un sordo parla con le mani
Senza bisogno di parole
Tu ci credesti nel futuro
Io preferii non capire


Mia , cerco ogni via
Dove ogni porta, chiusa si aprirà
Mia , oltre le tue scuse
Col silenzio in testa, sola più che mai



Ed in quell alba un aria fina
Lei forte urlava verso il cielo
Prima di prendere quel volo
Piansi sincero e lo giuro

Poi lei gettò la stima al vento
Senza aspettare l atterraggio
La nostra vita ormai continua
Senza musica o parole ma coraggio




In risposta a: del
poesia
AUTORE: dalle piagge emiliano
email: -

11/2/2021 - 21:23

le conchiglie dei ricordi,
affiorano
sciacquate dal battito
sulla pelle riemersa,
dove sale e libeccio s'incontrano.
Dune ed ombra
s'aggrovigliano agli steli in branchi
là dove la macchia s'ammassa
e il principiar dei segreti pastura.
sediamo tra le bianche carcasse
in attesa che il cielo si sciolga,
in attesa che accolga, l'occaso, la soglia
dei nostri pensieri,
bramosi d'entrare nel buio ch'appresta.
E trattengo il giorno che resta
come ultimo respiro,
come volto d'argento che spira,
prima di seguir barcollando
le orme tue
dentro la notte.




In risposta a: del
Un punto piccoletto
AUTORE: Gianni Rodari
email: -

3/2/2021 - 9:54

Un punto piccoletto
superbioso ed iracondo,
- dopo di me - gridava,
- verrà la fine del mondo!
Le parole protestarono:
- ma che grilli ha per il capo?
Si crede un "punto e basta",
e non è che un "punto e a capo".
E tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
nelle righe più in basso.




In risposta a: del
Conosco delle barche...
AUTORE: Jacques Brel
email: -

22/1/2021 - 13:13

...che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po'
sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jacques Brel




In risposta a: del
Pisa chi sei
AUTORE: Ubaldo De Robertis
email: -

21/1/2021 - 13:18

Pisa chi sei
Austera e incantatrice
Aquila nobilissima e sdegnata
Dama vinta e perduta
Se non ti apri un poco
O se non serri
I varchi dei miracoli
Se non smetti di spargere
La malinconia del tempo
sulle tue mura violate
Sulle ammirate vestigia
Che la parola blocca
E ci fanno inchinare sfiniti
Ai piedi dei possenti
Enigmatici volti delle tue sculture
Resta del sogno antico
Da più parti ignorato
Uno spreco uno spreco di fiato
Nel silenzio assordante
Non si alza il canto a celebrare
A trapassare il manto
Dei colori nel giorno declinante
Ubaldo De Robertis




In risposta a: del
Natale 2020
AUTORE: Ghepi
email: -

1/12/2020 - 23:20

Natale 2020

Un angelico coro sopra la capanna
l'amore sviscerato della mamma
il calore del bue e dell'asinello
il vagito del dolce Bambinello
le premure del tenero papà...
ecco la Natività

Faticoso è il viaggio dei Re Magi
e quello dei pastori irto di disagi
gelida è la notte, freddo il vento
il mistero straordinario dell'evento
sfavilla la cometa nell'oscurità...
ecco la Natività

L'incanto delle stelle e della luna
che si accendono lente ad una ad una
il silenzio regna tutt'intorno
ma l'eco si espande a girotondo
nei cuori in cerca di bontà...
ecco la Natività

Pian piano si placano gli affanni
s' acquieta ogni pensiero audace
e da tanti, tantissimi anni
nel desiderio di trovar la pace
l'amore e la serenità...
vive la Natività.




In risposta a: del
NEGARE L'EVIDENZA!... meglio se a faccia tosta!
AUTORE: gio'
email: -

6/11/2020 - 10:34

Prima strillano che va riaperto tutto, contestano l'emergenza, negano la pandemia, gridano al complotto! ... poi, QUANDO ESPLODE LA SECONDA ONDATA, senza vergogna, cambiano opinione di 180 gradi e denunciano mancanza di precauzioni, provvedimenti restrittivi e cautele necessarie....

Ma ci prendono per scemi?....

NO!..... semplicemente applicano la tecnica di propaganda enunciata da Geubbel,
UNA MENZOGNA RIPETUTA TRE VOLTE, DIVENTA VERITA'.

Bombardano con milioni di fakes, e stordiscono la gente, che in mezzo a quel caos, non capisce più' niente, dimenticando anche di cosa si stava parlando..

NB- vedi quel che succede negli US, dove Donald, degno emulo di questa tradizione, fa fuoco e fiamme, per negare la realtà.....




In risposta a: del
un Uomo senza tempo
AUTORE: fede
email: -

20/5/2020 - 20:19

nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che lo avvolge
sconvolge
menti labili e dormienti
ma intanto
ci ha donato una nuova speranza
ed un sorriso
e che la vita mai come oggi
non s'arrenda

al buio di questi tempi
nascosti e d'inganni
d' ipocrisia
coll'apparenza della carità
ma un giorno tornerà
e porterà il salario al giusto
e a chi grida no questo è mio
si abbatterà la spada di Dio




Sono disponibili 0 articoli in archivio:
 [1]