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Una chiacchierata col neo-presidente Paolo Burba in questa fase di avvio di una nuova gestione. Alcune linee di indirizzo sono già ben chiare in attesa di valutare i documenti e proporre strategie per una nuova conduzione che molti sperano si discosti dalla precedente. Gli auguri della Redazione al nuovo Comitato.


*«e dicesi di coloro, che, dopo 'l fatto, dicono .....
Finalmente, con oltre un mese di ritardo, è stato .....
. . . che Cris. . . to sei?
Se le amministrazion facessero i controlli dovuti le .....
VECCHIANO E' VOLONTARIATO
#TANTIFILIUNASOLAMAGLIA

NON ABBIATE PAURA DI AVERE CORAGGIO

VECCHIANO E' VOLONTARIATO
#TANTIFILIUNASOLAMAGLIA


2 associazioni che vedono le donne protagoniste di molte iniziative e attività, in modo discreto e silenzioso. Un'operosità importante per tanti in maniera diretta, e indirettamente per tutta la comunità, perchè la loro presenza è un monito importante per tutti a non girare la testa e a non restare indifferenti. 

VECCHIANO E' VOLONTARIATO
#TANTIFILIUNASOLAMAGLIA


E’ compito di tutti battersi per salvare l'ambiente e rendere la terra un posto migliore per le generazioni future.

Dante, una terzina per volta
di Stefano Benedetti
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Bruno Pollacci
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Alessandro Trocino
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di Bruno Pollacci
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Dal Giovedì alla domenica zona San Giuliano Terme
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Roma, 23 aprile
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Domenica 11 aprile ore 19.15
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Libreria Civico 14, Marina di Pisa
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RAI Storia, 5 aprile
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Migliarino Volley
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Accordo di tre anni raggiunto con la società
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Migliarino Volley
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La forza di Elisa, l’avvocata-pugile
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l accompagnai al suo portone
A passi lenti ed ingombranti
Senza quei baci ne un saluto
Già la sentivo più distante

Con nessun gesto né emozione
Il .....
Fra uno ( leghista ? ), che parla di mercato delle vacche di Conte, come se il centrodestra non l' avesse mai fatto, ricordate Scilipoti e altri, e .....
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In risposta a: del
senza musica o parole
AUTORE: Federico
email: -

24/3/2021 - 12:12

l accompagnai al suo portone
A passi lenti ed ingombranti
Senza quei baci ne un saluto
Già la sentivo più distante

Con nessun gesto né emozione
Il nostro amore si arrendeva
Calato giù era quel muro
Fatto di creta sgretolava

Io già commisi troppi sbagli
Che non la indusse a perdonare
Ma poi provava odio e amore
Stringendo labbra nel dolore

Poi come avvenne quella sera
Un flebilissimo pallore
Che si formava oltre gli occhi
Dove scendeva giù quel sale


Tua io non son più tua
Se finisce qui ,l hai voluto tu
Vuoto , ben oltre quella porta
Domani lunedì ,nasce senza te


L umore adesso era un intreccio
E che ci rese sordi a tratti
In corpi stanchi ed in catene
Che lei spezzò per quei miei torti

Poi mi guardai in quei suoi sguardi
Che senza sogni son già spenti
E rincorrendosi da fermi
Su quella fronte crescon solchi

Per ogni mese sempre uguale
Scorre fatica dal sudore
Privi di meta da inseguire
Non c'è più vita ne colore

Un sordo parla con le mani
Senza bisogno di parole
Tu ci credesti nel futuro
Io preferii non capire


Mia , cerco ogni via
Dove ogni porta, chiusa si aprirà
Mia , oltre le tue scuse
Col silenzio in testa, sola più che mai



Ed in quell alba un aria fina
Lei forte urlava verso il cielo
Prima di prendere quel volo
Piansi sincero e lo giuro

Poi lei gettò la stima al vento
Senza aspettare l atterraggio
La nostra vita ormai continua
Senza musica o parole ma coraggio




In risposta a: del
poesia
AUTORE: dalle piagge emiliano
email: -

11/2/2021 - 21:23

le conchiglie dei ricordi,
affiorano
sciacquate dal battito
sulla pelle riemersa,
dove sale e libeccio s'incontrano.
Dune ed ombra
s'aggrovigliano agli steli in branchi
là dove la macchia s'ammassa
e il principiar dei segreti pastura.
sediamo tra le bianche carcasse
in attesa che il cielo si sciolga,
in attesa che accolga, l'occaso, la soglia
dei nostri pensieri,
bramosi d'entrare nel buio ch'appresta.
E trattengo il giorno che resta
come ultimo respiro,
come volto d'argento che spira,
prima di seguir barcollando
le orme tue
dentro la notte.




In risposta a: del
Un punto piccoletto
AUTORE: Gianni Rodari
email: -

3/2/2021 - 9:54

Un punto piccoletto
superbioso ed iracondo,
- dopo di me - gridava,
- verrà la fine del mondo!
Le parole protestarono:
- ma che grilli ha per il capo?
Si crede un "punto e basta",
e non è che un "punto e a capo".
E tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
nelle righe più in basso.




In risposta a: del
Conosco delle barche...
AUTORE: Jacques Brel
email: -

22/1/2021 - 13:13

...che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po'
sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jacques Brel




In risposta a: del
Pisa chi sei
AUTORE: Ubaldo De Robertis
email: -

21/1/2021 - 13:18

Pisa chi sei
Austera e incantatrice
Aquila nobilissima e sdegnata
Dama vinta e perduta
Se non ti apri un poco
O se non serri
I varchi dei miracoli
Se non smetti di spargere
La malinconia del tempo
sulle tue mura violate
Sulle ammirate vestigia
Che la parola blocca
E ci fanno inchinare sfiniti
Ai piedi dei possenti
Enigmatici volti delle tue sculture
Resta del sogno antico
Da più parti ignorato
Uno spreco uno spreco di fiato
Nel silenzio assordante
Non si alza il canto a celebrare
A trapassare il manto
Dei colori nel giorno declinante
Ubaldo De Robertis




In risposta a: del
Natale 2020
AUTORE: Ghepi
email: -

1/12/2020 - 23:20

Natale 2020

Un angelico coro sopra la capanna
l'amore sviscerato della mamma
il calore del bue e dell'asinello
il vagito del dolce Bambinello
le premure del tenero papà...
ecco la Natività

Faticoso è il viaggio dei Re Magi
e quello dei pastori irto di disagi
gelida è la notte, freddo il vento
il mistero straordinario dell'evento
sfavilla la cometa nell'oscurità...
ecco la Natività

L'incanto delle stelle e della luna
che si accendono lente ad una ad una
il silenzio regna tutt'intorno
ma l'eco si espande a girotondo
nei cuori in cerca di bontà...
ecco la Natività

Pian piano si placano gli affanni
s' acquieta ogni pensiero audace
e da tanti, tantissimi anni
nel desiderio di trovar la pace
l'amore e la serenità...
vive la Natività.




In risposta a: del
NEGARE L'EVIDENZA!... meglio se a faccia tosta!
AUTORE: gio'
email: -

6/11/2020 - 10:34

Prima strillano che va riaperto tutto, contestano l'emergenza, negano la pandemia, gridano al complotto! ... poi, QUANDO ESPLODE LA SECONDA ONDATA, senza vergogna, cambiano opinione di 180 gradi e denunciano mancanza di precauzioni, provvedimenti restrittivi e cautele necessarie....

Ma ci prendono per scemi?....

NO!..... semplicemente applicano la tecnica di propaganda enunciata da Geubbel,
UNA MENZOGNA RIPETUTA TRE VOLTE, DIVENTA VERITA'.

Bombardano con milioni di fakes, e stordiscono la gente, che in mezzo a quel caos, non capisce più' niente, dimenticando anche di cosa si stava parlando..

NB- vedi quel che succede negli US, dove Donald, degno emulo di questa tradizione, fa fuoco e fiamme, per negare la realtà.....




In risposta a: del
un Uomo senza tempo
AUTORE: fede
email: -

20/5/2020 - 20:19

nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che lo avvolge
sconvolge
menti labili e dormienti
ma intanto
ci ha donato una nuova speranza
ed un sorriso
e che la vita mai come oggi
non s'arrenda

al buio di questi tempi
nascosti e d'inganni
d' ipocrisia
coll'apparenza della carità
ma un giorno tornerà
e porterà il salario al giusto
e a chi grida no questo è mio
si abbatterà la spada di Dio




In risposta a: del
Il Virus
AUTORE: VERONICA MANGHESI
email: [protetta]

18/5/2020 - 17:14

IL VIRUS

Declina l'inverno in narcisi chiassosi,
campane piangono stonate la coda
di asciutti feretri, non un bianco fiore,
non un lamento ad accompagnar la fine.
E la muta rabbia schiuma in saliva,
il fragore del morbo tutto dilacera,
frena abbracci, separa sguardi e affetti
che nudi affogano in brande senza aliti.

Qualcosa di bello si forma di nuovo
nelle mie mani, stormenti rondini,
tu credi siano sperse, lassù nell’aria,
ma sull’orlo del cielo trasaliscono
di primavera, intatte vibrano nel vento
con cui soffolcere nostalgie carponi,
quando intatte libravano nell'intimo
fremere, di libero gioco assunte.

Sono nel vento, ti colgono rapide
tu che in un livido giaciglio resti,
tu che aspetti solo alla muta finestra,
padre, portano il loro succhio di vita,
ti svolgono dal virus che costringe
aprendo il sorriso alla speranza viva,
resisti, che l’affanno nelle mie mani
finalmente nelle mie mani più non sia.



Veronica Manghesi
01/04/2020 – Pandemia Covid19




In risposta a: del
gli sguardi
AUTORE: federico
email: -

20/4/2020 - 21:45

sono giorni che t'aspetto
è da un po' che son da sola
già lo sai
in quella casa troppo vuota
ora qui a far la spesa
col carrello e mascherina
per incoraggiarmi parlerò con Dio
Son tre ore che faccio fila fra la gente

una vita senza sconti un passato da cambiare
l'illusione ci da sempre un bel sapore
navigare è un altra cosa no trascimar dalla corrente
ma remare qua da sola non ci stò
Se il sentiero disegnasse quei miei pianti

di sguardi d'un volto che più non c'è
A stento mi leggo quella tua posta
gli sguardi riflessi dentro a un caffè
Pasqua di un anno senza stagione
la stanza il soffitto e un letto disfatto
Un corpo di gesso ...che io più non spoglio
...Sei come un miraggio vivo a tratti spesso nel deserto
di sguardi ,
che fluivan nei gesti,
gli sguardi ............

..............

nella vita già in salita , un bel giorno t'ho perduto
nella mente ripensare all' accaduto
io cercavo quel calore ma provai soltanto freddo
tu però già confuso in quei tuoi guai
Ma gli sguardi eran frutto del tuo cuore

di sguardi già ciechi senza di te
Mi pento di non averlo mai scritto
gli sguardi ......di complicità fra di noi
Difetti sai li abbiamo un po' tutti
dobbiamo aspettarci con calma stavolta
Abbiamo una scelta ben oltre la porta
fin dentro il destino ed abbracciare un corpo e stupirci
di sguardi
oggi sempre più intensi ,
gli sguardi




In risposta a: del
La pesca nel lago / Ar capanno
AUTORE: Dino Baglini /76/79
email: -

31/3/2020 - 20:26

La pesca nel lago
(1976)

Ugo:- Come è ita Dreino?

Drea:- Dai 'n occhiata,
con venti nasse e trenta bertibelli,
ciò perso, si por dì, mezza giornata.
…è robba da schiantaccisi 'apelli.

Ugo:- Cosa sarà…

Drea:- … è pesca disturbata…
fra motoscafi, sci, barche e battelli
par che ci sia a giornate la regata…
eppoi veleni, diserbi...

Ugo:- O la Venatoria?

Drea:- Quelli?
Viengano belli, 'mpettiti, colla su montura,
chiappano tre o quattro disgraziati
colla tinchetta sotto la mesura…


e lì, artioli su artioli, leggi, reati,
da la Provincia vai a finì 'n Pretura,
…così si resta becchi e bastonati.
Dino Baglini

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

Ar capanno
(Neri cor Deputato)
(1979)

Neri:- Sor Deputato, senta, ma ha spiegà…
un ho ‘apito!… mia perché son sordo,
perché sono ignorante, e lei lo sa,
ma der sapè son sempre stato 'ngordo.

Cosa signifia all’unanimità…
per lo stipendio vostro, mi riordo,
er voto fu così… un lo so spiegà…

Deputato:- Lo spiego io, vole dì tutti d'accordo!

Neri:- … Potta! …e io che stavo lì a facci 'r cervellino,
vor dì tradotto 'osì, seduta stante,
che ognuno tira l'acqua ar su mulino…

Se faccio un paragone,.. io birbante…
fra lo stipendio vostro e un contadino,
è come… da un ranocchio a un elefante.

Dino Baglini




In risposta a: del
W L'ITALIA...
AUTORE: Beppe
email: -

31/3/2020 - 11:39

Tre pezze formano una bandiera... Il verde dei prati... Il bianco della pace e il rosso della passione per difendere questa nazione... da guerriera vera!!
Mi chiamo Italia... e del corona sono prigioniera... mi hanno isolata e messa in quarantena...!
Ho fatto del bene a chi stava male... gli ho dato un letto... li ho curati... e dato da mangiare...
Oggi che male ci sto io... nessuno mi dice "heii! a te ci penso io!".
Voglio battere le mani a tutte le nazioni... ma non per i meriti... ma per quanto sono mascalzoni...
Ma da questo letto tra un po mi rialzero'... e quando sarò guarita mi ricorderò... di ogni ferita... Ritornerai nel bel paese... ma scordati le pretese... prima di entrare mi dovrai dire... è permesso...e deciderò se darti l'accesso...
Ora... lasciatemi stare... pure se sto male... con poche forze questo tricolore continuo a sventolareeeee! ....W L'ITALIA...




In risposta a: del
Donna
AUTORE: federico
email: -

30/3/2020 - 20:11

Donna stanca dentro la pelle
tutto tiene su quelle spalle
Donna foglia senza l'inverno
perchè ha, quella linfa dentro

Donna mani come le fate
scioglie nodi dimenticati
quegli ostacoli come muri
li scavalca volando fuori

sa ferirsi ma sa guarire
come taglia sa perdonare
gioca a carte mai colla sorte
se si sente messa alle strette

....

sogna il buio solo a colori
Donna è vento senza i confini
Donna che non invecchierà
ha quel viso senza un età

.............................................
Donna testa non solo corpo
senza patto ne compromesso
Donna, tende sempre la mano
a chi sta male nel quotidiano

Donna piange se sente male
oltre il silenzio che fa il rumore
nei suoi guai non ha rimpianto
lo ha lasciato a chi ha buio dentro

Donna sfoglia il diario perso
come sbaglia, sa allontanare
sa rinascere come foglie
fiore fresco che non s' arrende



sogna il lampo senza rumori
Donna lava da quei vulcani
Vita già poi ti donerà
quando privo ti troverà


Donna foglio senza l'inchiostro
ma quel foglio lo sa riempire
ama il tempo che da risposte
sa aspettare perchè è forte


solo l'Alba ha i suoi mattini
Donna gioca coi suoi bambini
Donna che non accetterà
d'esser Viva solo a metà




In risposta a: del
Er monumento & L'Assessore
AUTORE: Dino Baglini
email: -

17/3/2020 - 19:59

Er monumento

( Il sonetto si riferisce al monumento a Garibaldi in piazza a Vecchiano. Nasce nel 1972 e ironizza sulla dimensione in confronto all’importanza del personaggio)

… Lè visto ‘r monumento a Garibaldi ?
La posizione giusta l’hanno presa,
nun dio di no, perché come lo guardi,
vorta le spalle, ‘osì, verso la chiesa.

… Ma è troppo piccinino …, via Lombardi,
un si pole fa ‘n eroe e badà alla spesa.
Fallo co’ su debiti riguardi
e buttati a capofitto nell’impresa.

… Stiaffani sotto ‘r culo un ber cavallo
cor morso tutto drento le ganasce
che va contro ‘r nemio a cariallo,

allora te t’infoi e ti rinasce
storiamente il senso d’imitallo,
… ma così come gliè … mi sembra Rasce
Dino Baglini
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

L’ Assessore
( 1970 )

... Mi stiaffa ‘r foglio ‘n mano e fa vè su
ci fè mette la firma all’Assessore.
...“ASSESSORE”… Madonna di Gesù!
Devesse un omo grande e di spessore,

che dopo lui di certo un cenè più.
Verà di forà, dissi, sarà dottore,
sarà un par di metroni suppergiù.

T’arivo sù ci trovo anco Renato,
du altre donne, e c’era er su figliolo,
perché mi disse … aveva letiato.

Entro … l’assessore era là tranquillo e solo,
lo guardai ‘n po' … restai pietrifiato …
nato dun cane … o un era un segaiolo.
Dino Baglini




In risposta a: del
noi italiani
AUTORE: Daniele Carmignani
email: [protetta]

17/3/2020 - 14:47

Creato da una ragazza Italiana , mi ha fatto venire i brividi

GRAZIE!
Grazie caro sig.Macron cara sig.ra Merkel, grazie per averci abbandonato nel momento del bisogno, grazie per averci negato di poter ACQUISTARE da voi semplice mascherine ed altri presidi medici atti a combattere la diffusione del virus.
Le avremmo pagate sapete?!! Siamo italiani, quelli sporchi, chiassosi, indisciplinati, buffi, folcloristici, poveri e talvolta mafiosi....ma siamo anche quelli che vi hanno costruito le strade, le scuole, vi hanno insegnato l'alfabeto che usate, spiegato le leggi, il diritto, l'organizzazione dello stato e la creazione di quello di diritto.
Siamo noi, gli italiani, gli autori delle opere che riempiono i vostri musei, dei testi che studiate, delle invenzioni che usate, quelli che con enormi spese e sacrifici si trovano a dover conservare e gestire ben oltre il 70% del patrimonio culturale ed artistico mondiale chiedendovi una cifra irrisoria per il biglietto dei musei e talvolta neppure quella.
Siamo noi, gli italiani, siamo quelli che vi hanno offerto l'arte e la cultura su cui si basa la nostra e la vostra civiltà, la massima espressione di bellezza, armonia, equilibrio che l'essere umano abbia mai raggiunto.
Siamo noi, gli italiani che prima vi abbiamo offerto la civiltà, che poi voi avete abbattuto trascinando il mondo nel medioevo, e poi, una volta risollevati e rinati, abbiamo nuovamente offerto al mondo la civiltà, l'arte, la geografia, l'economia, l'istruzione.
Siamo noi, gli italiani quelli che hanno creato il parmigiano, la mozzarella, il prosciutto, la mortadella, il salame,i ravioli i tortellini, le lasagne il gelato, la pizza etc.etc., quelli che hanno portato in Francia le vigne e che vi hanno insegnato a fare il vino, la grappa i distillati, quelli che ogni anno combattono contro i vostri tentativi di scimmiottare i nostri prodotti e copiarne il nome ma anche lo stile e la moda.
Anche a lei sig.Trump e a lei sig. Johnson, grazie per averci prima di tutto isolati invece che aiutati. Le ricordo sig. Trump che se non fosse per un italiano adesso sarebbe nella terra dei suoi avi a fare la fame e non in America a fare il riccone e non avrebbe neppure potuto mangiare patate perchè non le avreste mai avute senza un temerario italiano che ha navigato verso l'ignoto.
A lei sig.Johnson ricordo che la fortuna della sua nazione si basa su una bandiera che vi abbiamo concesso di issare sulle vostre navi per non essere attaccati dai pirati, la Croce di San Giorgio concessa dalla Repubblica di Genova, senza quella sareste stati spazzati via dai saraceni. Vi abbiamo insegnato la navigazione e l'avete imparata bene!
A tutti voi, quando telefonate, pensate a Meucci, quando guardate la TV o ascoltate la radio, pensate a Marconi, quando usate l'energia elettrica come non ci fosse un domani, pensate che non avreste potuto farlo se non ci fosse stato Fermi!
Noi italiani abbiamo inventato le banche, le università, la prospettiva, l'architettura, l'ingegneria, l'astrofisica, il calendario, la musica otre alle altre innumerevoli cose.
Erano italiani: Giotto, Colombo, Marco Polo, Leonardo, Michelangelo, Bernini, Tiziano, Raffaello, Brunelleschi, Galileo, Cesare, Ottaviano, Vespasiano, Aurelio, Dante e potrei continuare per ore...
Carissimi miei, nel sentire il nome ITALIA, dovreste scattare in piedi, abbassare la testa ed essere coscienti che l'origine della società occidentale è qui, se vi chiediamo aiuto dovreste correre, perchè se trascinate di nuovo il mondo nel medioevo non so se ce la faremo nuovamente a far rinascere la civiltà.
Se invece non vi interessa, allora compiacetevi di quello che avete, restate ad ammirare qualche tonnellata di ferro imbullonato e quando visitate i vostri musei, per cortesia, saltate le opere degli italiani....finirete la vostra visita molto velocemente, potrete così andare a visitare subito una bella fabbrica di auto, diesel magari, di quelle che non inquinano solo ai controlli, andate a visitare quelli che per voi sono castelli e per noi banali ville di cui siamo pieni, oppure andate nella capitale dell'azzardo che scimmiotta Venezia, Firenze, Roma, andate pure! Evitate di venire a visitare il paese più bello dl mondo visto che lo avete pugnalato alle spalle, accoglieremo a braccia aperte a chi nel momento del bisogno ci ha aiutati, apriremo le nostre città uniche al mondo a loro, potranno visitare Venezia, Roma, Firenze, Genova, Napoli, Bologna, Pisa,Lucca, Assisi, Siena, Torino, Palermo, Agrigento, Milano,Cremona, Mantova, Ferrara, la Toscana, il Monferrato,le Dolomiti, le Alpi, la Puglia, la Sardegna, etc.etc.
Avete distrutto la povera Grecia con la vostra finanza, ci avete provato con l'Italia ma non ci siete riusciti, ora forse avete scorto l'occasione per assestare il colpo finale, ma nella cecità del vostro egoismo non avete calcolato che il virus non ha frontiere, colpirà tutti, anche voi!
Se ci aveste aiutato ieri nel tentativo di arginare l'epidemia, oggi non dovreste piangere i vostri morti e domani...
Il vostro egoismo ha dato la misura di quanto poco siate!
Grazie




In risposta a: del
Pazienza
AUTORE: Ghepi
email: -

20/2/2020 - 20:14

Se fossi nata albero sarei cresciuta molto, almeno spero,

invece sono corta e mingherlina e accrescere è un mistero.

Mi è stata tolta l'occasione a cui ho cercato di rimediare

studiando molto ma soprattutto con la voglia di imparare.

Sfiorare il cielo si può anche senza volare in alto, lo spero!




In risposta a: del
Sentore
AUTORE: Filù
email: -

3/2/2020 - 10:10

Il pettirosso è in procinto di partire
mentre la mimosa comincia a fiorire.
Esitano i narcisi dal color del sole
più audaci si mostrano le odorose viole.
L'erbetta fresca spunta dal terreno
per salutare le nuvolette che nel sereno
giocano in cielo e ridono così tanto
che le goccioline
si tramutano in pianto.
Il pesco da giardino ostenta la freschezza
nel turnover dei fiori che nella brezza
lasciano, flosci, l'amata postazione
ma con l'intenzione
di ritornare presto sul proprio ramo.
Petali corolle gemme foglioline
primavera incombe e le colline
verdeggiano e affidano al vento
il compito del giusto mutamento.
Volteggia l'anima gioisce il cuore
se il cielo è terso e c'è tepore!




In risposta a: del
La Befana
AUTORE: Gioele
email: -

6/1/2020 - 8:21

Nella notte fredda e bianca
la Befana un poco arranca
urge ormai di farsi l'anca
e per questo sembra stanca.

Befanotto suo marito
è davvero inviperito
dice: smetti di volare
e comincia a riposare.

Oramai c'è la pensione
devi fare più attenzione
vieni qui da me nel letto
è da tanto che ti aspetto.

Ma la smetti vecchio mio
cosa fare lo so io
voglio i bimbi accontentare
farli ridere e giocare.

Vieni a me caro bambino
io non passo dal camino
vieni quindi a me vicino
se vuoi avere un regalino.

Ho con me tanto carbone
da riempirne un pentolone
lo darò alle persone
inacidite e brontolone.

Ma ne ho fatto un'infornata
molto dolce e decorata
con la glassa zuccherata
sol a chi l'ha meritata!




In risposta a: del
Ricetta di un Anno Nuovo
AUTORE: Carlos Drummond de Andrade
email: -

1/1/2020 - 18:02

Per aver un bellissimo Nuovo Anno
color arcobaleno, o color della tua pace,
Anno Nuovo senza paragone con tutto il tempo già vissuto
(vissuto male forse o senza senso)
per avere un anno
non appena tinteggiato di nuovo, rammendato di corsa,
ma nuovo nei semini del ciò-che-sarà;
nuovo
sino al cuore delle cose meno percepite
(a cominciare dal tuo intimo)
nuovo, spontaneo, che, talmente perfetto, nemmeno si noterebbe,
ma con lui si mangerebbe, si passeggerebbe,
si amerebbe, si comprenderebbe, si lavorerebbe,
non hai bisogno di bere champagne o qualunque altra bibita,
non hai bisogno di spedire nè di ricevere messaggi
(la pianta riceve messaggi?
Invia telegrammi?)
Non hai bisogno
di fare una lista di buone intenzioni
per archiviarle nel cassetto.
Non hai bisogno di piangere pentito
delle fesserie fatte
nè stupidamente credere
che per decreto della speranza
a partire da gennaio le cose cambino
e sia tutto chiarezza, ricompensa,
giustizia tra gli uomini e le nazioni,
libertà con profumo e sapore di pane mattutino,
diritti rispettati, a cominciare
dal sacro diritto di vivere.
Per avere un Anno Nuovo
che meriti tale nome,
tu, caro mio, devi meritartelo,
devi renderlo nuovo, io so che non è facile,
ma tenta, prova, con coscienza.
E’ dentro di te che l’Anno Nuovo
riposa e aspetta da sempre.




In risposta a: del
Prosit
AUTORE: Ghepi
email: -

30/12/2019 - 10:11

L'anno vecchio e stanco
se ne va
Ma dove va
nessuno ancor lo sa
A chi ha donato guai
e a chi prosperità
Un tocco sulla pelle
lo sguardo delle stelle
un bacio della luna
la voglia di fortuna
L'ansia di volare
di vivere e di amare
Il tempo è ormai scaduto
Un ultimo saluto
e il primo benvenuto
Cavalca un sogno
il nuovo tra le onde
Parte coi suoi dubbi
il vecchio e non risponde
Chissà se l'anno nuovo
riuscirà
con qualche novità
a dare l'illusione
della felicità.




In risposta a: del
"Se fosse tuo figlio....
AUTORE: Poesia di SERGIO GUTTILLA.
email: -

21/12/2019 - 17:57

...riempiresti il mare di navi
di qualsiasi bandiera.
Vorresti che tutte insieme
a milioni
facessero da ponte
per farlo passare.
Premuroso,
non lo lasceresti mai da solo
faresti ombra
per non far bruciare i suoi occhi,
lo copriresti
per non farlo bagnare
dagli schizzi d'acqua salata.
Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare,
uccideresti il pescatore che non presta la barca, urleresti per chiedere aiuto,
busseresti alle porte dei governi
per rivendicarne la vita.
Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto,
odieresti il mondo, odieresti i porti
pieni di navi attaccate.
Odieresti chi le tiene ferme e lontane
Da chi, nel frattempo
sostituisce le urla
Con acqua di mare.
Se fosse tuo figlio li chiameresti
vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.
Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti
vorresti spaccargli la faccia,
annegarli tutti nello stesso mare.
Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa
non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Puoi dormire tranquillo
E soprattutto sicuro.
Non è tuo figlio.
È solo un figlio dell'umanitá perduta,
dell'umanità sporca, che non fa rumore.
Non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Dormi tranquillo, certamente
non è il tuo."




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Natale 2019
AUTORE: Ghepi
email: -

15/12/2019 - 12:23

Vola danza fiocca lenta
giù dal cielo lieve lieve
tutto intorno presto imbianca
il candore della neve.
Il silenzio la magia
ogni bimbo sa incantare
ed un po' di nostalgia
dona al vecchio il ricordare.
La capanna il Bambinello
la cometa la Befana
mai lo stesso ritornello
mai la solita buriana.
E' in attesa l'angioletto
che si accendano le stelle
freme il bimbo nel suo letto
tocca un sogno la sua pelle.
Porta il peso sulle spalle
dei suoi anni il vecchierello
e la nonna del suo scialle
e l'adulto il suo fardello.
Fischia il vento punge il gelo
il pastore un poco arranca
copre amore come un velo
e la neve tutto ammanta.
Batte il cuore, una campana,
nella notte fredda e santa
geme piano tramontana
sulla gente tanto stanca.
Nel silenzio tutto tace
è il momento della pace!




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IL LONFO (poesia metasemantica)
AUTORE: Fosco Maraini
email: -

9/6/2019 - 14:07

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.




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Poesia dedicata all'Amore
AUTORE: Bruno Pollacci
email: -

21/3/2019 - 18:23

Nel germoglio di un'amore
C'e' il sorriso
della vita
Ed il tremito dei sensi
Che prelude a nuovi voli

E' la
danza di una fiamma
Che accarezza la passione
E dipinge di bellezza

Ogni istante del presente

Il respiro e' palpitante
Ed incendia il
desiderio
Della luce di uno sguardo
Che ha l' incanto di una fiaba


Nasce l'onda della festa
Quando il cuore spiega vele
Nell'oceano
d'emozioni
Dove e' dolce naufragare




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E poi fate l’amore.
AUTORE: Alda Merini
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14/2/2019 - 20:29

E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi,
sinceri dopo un po’
che non lo erano più.
Ecco,
fate l’amore e non vergognatevi,
perché l’amore è arte,
e voi i capolavori.




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