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Nei giorni 26-27-28 aprile verranno presentati manufatti in seta dipinta: Kimoni, stole e opere pittoriche tutte legate a temi pucciniani , alcune già esposte alla Fondazione Puccini Festival.Lo storico Caffè di Simo, un luogo  iconico nel cuore  di Lucca  in via Fillungo riapre, per tre mesi, dopo una decennale  chiusura, nel fine settimana per ospitare eventi, conferenze, incontri per il Centenario  di Puccini. 

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Pisa, 17 marzo
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Comune di Vecchiano
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Ad un grosso trattore acquistato magari con l'aiuto .....
. . . che su questo ci intendiamo. Sai qual è il .....
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. . . per fiaschi ? In Sicilia mancano acquedotti, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
L’opinione di Fulvio Giuliani
Non si sa come finirà ma il vincitore già c’è: Matteo Renzi.

18/8/2019 - 13:14

          Non si sa come finirà ma il vincitore già c’è: Matteo Renzi. 

Fino all’intervento dell’ex presidente del Consiglio nessuno poteva nutrire il minimo dubbio sul ruolo di Dominus e Deus ex Machina del leader leghista, nell’improvvisa crisi politica d’estate. Renzi l'ha costretto a controbattere, perdendo i tempi della crisi. L'opinione di Fulvio Giuliani, giornalista di Rtl 102.5

La giravolta di Ferragosto di Matteo Salvini e l’ipotesi di Di Maio premier hanno un nome e un cognome, prima ancora che una motivazione politica.

 Matteo Renzi. La mossa del cavallo, azzeccata dall’ex segretario del Pd al Senato, ha sparigliato le carte al punto da dare scacco – per ora – al Ministro dell’interno.
Fino all’intervento dell’ex presidente del Consiglio, del resto, nessuno poteva nutrire il minimo dubbio sul ruolo di Dominus e Deus ex Machina del leader leghista, nell’improvvisa crisi politica d’estate. È solo dopo che Renzi ha gelato innanzitutto il suo partito e poi il mondo politico tutto, con la proposta di alleanza con il Movimento Cinque Stelle, che Salvini si è visto costretto a controbattere, perdendo i tempi della crisi. La proposta, apparsa invero disperata, del taglio dei parlamentari non poteva che finire in un nulla di fatto e così il boccino, fino ad allora saldamente nelle sue mani, gli è sfuggito.
Renzi, però, non ha giocato solo un brutto scherzo al ministro dell’Interno, rimettendosi al centro del panorama politico. Ha anche scompaginato, forse definitivamente, le fila del Partito democratico. Perché Salvini aveva o forse ha ancora in Zingaretti un naturale alleato, verso le elezioni al più presto. Interessi convergenti, sia chiaro, nulla di più. E qui è Salvini ad avere delle carte da giocare, se vorrà ancora le elezioni. Anche il neo-leader del Pd, infatti, vede nelle urne il naturale sbocco di questa fase politica, per far conquistare al “suo” Pd il ruolo di forza egemone dell’opposizione. Oltretutto, Zingaretti non può proprio digerire l’idea dell’alleanza con il M5S, non solo per la sua natura spuria, ma anche perché frutto della trovata politica di Matteo Renzi. Insopportabile, palesemente.
Ad oggi, sbilanciarsi sul possibile successo di questa spericolata ipotesi, con Di Maio premier e Salvini vice equivale più o meno a scommettere sul buon esito dell’abbraccio tra Pd e Movimento 5 Stelle. Anche questa possibilità, infatti, non può essere ancora accantonata, anzi. Perché al capo politico del M5S – che si affanna a smentire – non deve essere proprio andata giù l’ultima settimana. Più remota, invece, almeno nei nomi, la soluzione con Raffaele Cantone a Palazzo Chigi e Parisi al Viminale, al posto di Salvini. Ciò che resta, per ora, è un Di Maio improvvisamente resuscitato dall’azzardata reazione del leader leghista alla trovata renziana. I protagonisti in scena sono loro tre. Il resto è contorno.


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18/8/2019 - 21:15

AUTORE:
Matteo Renzi

... farò di tutto pur di non far tornare Renzi al Governo.

Tranquillo, omonimo, io non entro nel Governo Istituzionale. Per decenza delle istituzioni e per la salvezza del Paese mi basta che tu esca il prima possibile. Così l’Italia eviterà l’aumento dell’IVA, riprenderà il ruolo in Europa e ci sarà un ministro dell’Interno che finalmente difenda la nostra sicurezza anziché seminare odio.
Io non torno al Governo, tranquillo.

Ma tu quando ti dimetti?