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Una conversazione con il filosofo Sebastiano Maffettone riscritta in forma di lettera. Il Coronavirus ha aumentato la consapevolezza della nostra fragilità. L’idea della vulnerabilità e della morte dell’intera umanità è distruttiva, ma può farci recuperare l’idea che siamo esseri umani che appartengono alla stessa specie.

Massimiliano Angori Sindaco
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Massimiliano Angori Sindaco
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Angori Sindaco-Questa mattina un evento tragico a Marina di Vecchiano
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Notizie dal Comune
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Mettetevela la mascherina, magari esteticamente ci .....
Il negazionismo di alcuni politici è assimilabile .....
. . . . . . . . . . . . . per interesse fazioso o .....
A parte che in questo momento le cuffie sono uno strumento .....
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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CULTURA E SPETTACOLO a cura di Giulia Baglini
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Appello di Frei Betto
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  • Circolo ARCI Migliarino

      Nuova apertura


    Il Consiglio di Circolo Arci Migliarino è lieto di annunciare ai propri Soci la riapertura dei locali che avverrà il giorno 1 agosto con orario dalle ore 19 alla mezzanotte. Sabato e domenica compresi. L'orario potrà variare in caso di eventi. Informazioni su iniziative sulla pagina FB del Circolo.


  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


#VecchianoSport #Calcio
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di Marlo Puccetti
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FC FORNACETTE CASAROSA
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Dai monti al mare
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nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che .....
Segnalo il degrado/ pericolo del campanile della chiesa di Migliarino Pisano. Andrebbe, perlomeno, messo in sicurezza.
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ALMADOC.

10/9/2019 - 10:41


Lo Scrittore di Provincia ha letto da qualche parte che a scrivere del proprio paese si racconta l’universo degli uomini. L’infinitamente piccolo diventa lente per il grande.
Dovrei proporre date, nomi, eventi rigorosamente desunti da documenti. Una specie di almanacco. Il protagonista, e cioè colui che raccoglie queste carte, deve avere la passione per la ricerca in archivio. Ma non per ogni archivio come gli storici. Ce l’ha verso uno soltanto.
Lo Scrittore di Provincia guarda dalla finestra l’imponente Passo innevato della Forcola. Compie un mezzo giro attorno al tavolo. Prende una scheggia di Parmigiano. Prima di violare con l’inchiostro il pallore accecante del foglio mastica formaggio.
Sarà un impiegato del comune. Nato e cresciuto nel paese. Che conosce i vivi e imorti. Per forza, si dice lo Scrittore di Provincia, lavora all’anagrafe.
È  un uomo estroso questo impiegato. Cinquantenne. E l’età giusta perché un personaggio raccolga quello che la vita gli ha fatto conoscere. Atletico. In molti pensano che avrebbe potuto svolgere proficuamente uno sport.
Lo Scrittore di Provincia ha delineato i contorni del suo personaggio interessato ai documenti d’archivio. L’uomo si chiama...Piero. Può andare. Il paese meglio situarlo in una terra che ha sempre vissuto di rivoluzioni e controrivoluzioni. Lo Scrittore di Provincia prende un altro tassello di formaggio. Il personaggio lo fa vivere in Toscana. Vicino al mare. Fuori Pisa. Piero è un impiegato che ai nomi e cognomi che incontra nelle schede anagrafiche certifica di solito un prosieguo: il soprannome.
Nel paese tutti hanno un soprannome. Il protagonista del romanzo che non verrà mai scritto ha stilato un dizionario dei soprannomi e un glossario. Ama custodire la lingua toscana vernacola.
Piero combatte con i documenti la sua battaglia contro la spirale del tempo. Raccoglie persino le epigrafi sulle tombe. A volte sfoglia lentamente le carte. E cosi i suoi parenti si dileguano verso l’Ottocento e il Settecento.
Polvere. Polvere.
Piero a sfogliare l’almanacco, lo chiamerà Almadoc, avverte le dita coperte di cenere.
Il momento più entusiasmante per Piero è stato quando ha riunito quello che ha tirato su dall’archivio con il secchio telematico del computer[…]

Prefazione di Claudio Di Scalzo per il libro “Almadoc” di Piero Chicca, Felici editore, 2000.

Ed ecco due piccole perle di vita vecchianese del 1813:

 
PROCESSO VERBALE CONTRO ORAZIO GROSSI D’INSUBORDINAZIONE USATA ALLA GUARDIA CAMPESTRE.
 
L’anno Mille Ottocento Tredici il di ventuno Agosto in San Frediano a Vecchiano.

lo Gaspero Miller Guardia Campestre della Comune di Vecchiano di ritorno dal mio giro di Avane essendomi ritrovato in San Frediano a Vecchiano in circa all’ore sette della sera in luogo destinato per il gioco del pallone prossimo alla fattoria Borghese dalla parte del Serchio, ove ritrovai più persone che giocavano al pallone, e segnatamente il Sig. Giovanni Nencioni e Orazio Grossi i quali dopo che io per qualche tempo ivi mi trattenni cominciarono in fra essi ad altercare ingiuriandosi vicendevolmente per causa del gioco medesimo per il che io come Guardia Campestre incaricato di invigilare per il buon ordine e pulizia, accorsi per sedare dette turbolenze ed intimai a nome della legge a detto Orazio Grossi di quietarsi e di seguirmi, ed egli replicò vatti a fatti buggerare te e la legge, non ostante continuò a preferire ingiurie contro il detto Sig. Giovanni Nencioni, non curando le mia amonizioni, per il che alla meglio che mi fu possibile lo ricondussi a casa ove lo lasciai.
E per testimoni al quanto sopra quando occorre nomino Domenico Lucarelli, Francesco Piccini, ambi di San Frediano a Vecchiano.

 
RAPPORTO

 Avanti di noi Giovanni Monacci Aggiunto al Maire della Comune di Vecchiano è comparso Giovanni Battista del fu Giuseppe Albertini pescatore domiciliato nel Comunello di San Frediano a Vecchiano e mi ha esposto che nella notte del venti del corrente mese di giugnio venendo il dì ventuno ritrovandosi una piccola barca da padule con remo di pezzo e votazzola nel fosso detto della Baretta posto nel padule di Vecchiano quale barca ivi teneva per suo servizio di pesca e dell’importare e prezzo il tutto di franchi dieci e centesimi vent’otto.
E come il tutto in detta notte fosse preso e condotto via senza che si sappia dove e solo per indizio nel luogo detto della Gusciona nel detto padule e parimente per indizio che l’autore di detta asportazione fosse Costantino A. pescatore domiciliato in Vecchiano, nominando per testimonij a quanto sopra Giuseppe Pardella pescatore domiciliato in San Frediano a Vecchiano e Giovanni Pardini pescatore domiciliato in Vecchiano che possono deporre dei fatti che sopra.
Richiesto a firmare con noi il presente atto ha quellofirmato di suo pugno e carattere dopo la lettura fattagli a sua chiara intelligenza avendovi persistito.

lo Gio Battista Albertini
Monacci Agg.to

 

 

 

 

 

 

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