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Il precedente articolo di Franco Gabbani sul Castello di Vecchiano e la Chiesa di Santa Maria ha riscontrato un successo di lettura senza precedenti, con oltre 1400 letture sulla Voce e 1000 utenti singoli che lo hanno raggiunto su Facebook nella pagina dell'Associazione.

Ovviamente non conosciamo le letture su altre pagine su cui è stato condiviso, ma questi dati indicano con chiarezza il gradimento nei confronti dei temi storici del territorio.

Interesse dimostrato anche da Agostino Agostini, che ci ha proposto alcuni argomenti correlati.

Non vorrei essere cavilloso, però il simbolo di Soru .....
Ma come si fa a prendere in considerazione uno come .....
. . . a non volere nella lista Soru il simbolo di Italia .....
Il 17 gennaio scorso Renzi, con una nota ANSA, ha .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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Pisa, 29 febbraio
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Pisa, 27 febbraio
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Avane, 24 febbraio
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Pisa, 25 febbraio
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Attiesse Spettacolo
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L'amore è amore
senza se e senza ma
Raggiungerlo
è l'aspirazione
più ambita
desiderata
sentita
a cui tende
ogni creatura. . .
pur essendo .....
LA TARI è ARRIVATA E SALATA
MA IL KIT PER LA RACCOLTA NON ANCORA
SIAMO A MARZO.

COME MAI?
COSì NON VA BENE.
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“Stai zitto. Sei un ebreo di m…a. Devi morire nei forni “.
di Trilussa

30/1/2022 - 17:42

 
L’episodio dell’aggressione verbale e fisica nei confronti di un dodicenne avvenuta in questi giorni a Venturina, nel comune di Campiglia Marittima, colpisce per molte cose.


La prima è che a inveire e offendere questo ragazzino solo perché ebreo, spintonarlo, schiaffeggiarlo e sputargli addosso sono state due quasi coetanee, tredici e quattordici anni appena. Due donne, due ragazzine, due quasi bambine che il dodicenne conosceva appena. Due ragazzine che hanno genitori, che seguono regolarmente le lezioni a scuola dove l’argomento viene trattato e discusso proprio in questi giorni, quelli della ricorrenza della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa avvenuta il 27 gennaio del 1945.

 

Anche giornali e televisioni hanno trattato l’argomento con abbondanza di servizi, interviste e produzioni cinematografiche per cui è difficile pensare che le due ragazzine non fossero al corrente di quella immane tragedia che colpì il popolo ebraico. Allora perché?


È la domanda fondamentale che si dovranno fare gli assistenti sociali che sono stati giustamente messi in campo dopo la denuncia del padre del ragazzino.


E le famiglie delle due ragazzine? Questa è la seconda cosa che colpisce: nessun commento, nessuna presa di posizione nei confronti del gesto delle loro figlie e nessun contatto con i genitori del dodicenne. Una telefonata di scusa, una partecipazione al dolore comune, qualunque cosa per far sentire una vicinanza come si usa fra compaesani che ci si conoscono da sempre vivendo nella stessa paese. Forse parleranno al momento opportuno, dice qualcuno, ma a me pare che il momento opportuno sarebbe tato semplicemente subito, appena saputo dell’aggressione. Ma ci potrebbe anche essere vergogna, lo speriamo.


Almeno, queste famiglie, si domanderanno se hanno sbagliato qualcosa? Di sicuro non hanno saputo fornire alle loro figlie quello che deve essere sempre il confine fra ciò che può essere interpretato solo come un piccolo sopruso, non per questo da scusare ma sicuramente da condannare, e qualcosa di molto più grave che non è solo la mancata o ignorata conoscenza della storia e della tragedia del popolo ebraico, ma è anche la presenza, in queste due ragazzine, di un sentimento di odio e di disprezzo nei confronti del diverso. Forse solo per caso in questa circostanza rappresentato da un ebreo: anche di questo si dovranno occupare i sevizi sociali assieme alle famiglie.


L’aggressione è stata ripresa in video da un telecamere di sorveglianza, non c’è audio ma si vede bene la scena e si rimane colpiti dal mancato intervento dei compagni presenti. Anche qui coetanei, che guardano cosa sta succedendo sotto i loro occhi ma nessuno interviene, nessuno prova almeno a dire di smettere di strattonare e sputare. Per paura forse, ma è difficile perché le due erano solo due ragazzine, e allora dobbiamo pensare per una cosa ancora più grave, una cosa micidiale che rischia a volte dì condannare una intera civiltà: l’indifferenza.


La cosa non li riguarda, non c’è empatia, partecipazione, solidarietà.  Anche in loro manca il confine fra il giusto e ragionevole e l’ingiusto? Anche in loro alberga, magari sottotraccia, magari nascosto in un angolo ma presente, l’antisemitismo? Il pensiero che in fondo un ebreo, un diverso, sia loro inferiore?


Altra domanda per i servizi sociali.


Il padre ha denunciato, l’accaduto, il sindaco di Campiglia è solidale e si augura che ci sia una vera e propria inchiesta anche se la tenera età delle due ragazzine necessita di prudenza e di attenzione. I commenti di condanna dell’episodio hanno riguardato tutti i partiti senza distinzione come quello del Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo

 
“Occorre un lavoro di sensibilizzazione, prevenzione e confronto a partire dagli ambienti scolastici, sempre con l’aiuto indispensabile delle famiglie”


O della senatrice Caterina Bini (PD)

"Parole e gesti come questi possono ferire e segnare in modo indelebile la vita delle persone, soprattutto dei bambini. Sono esterrefatta e al contempo schifata. È inammissibile che continuino a verificarsi fenomeni di discriminazione di qualsiasi tipo che, ahimè, denotano anche un fallimento della nostra società"


O Marco Landi consigliere della Lega

Quanto avvenuto domenica scorsa a Venturina Terme non può che suscitare sdegno e condanna. Un fatto, verificatosi a pochi giorni dal Giorno della Memoria, figlio dell’ignoranza: ignoranza della storia e del dramma subito dal popolo ebraico - e a questo serve il Giorno della Memoria - e ignoranza delle regole basilari della convivenza civile. Al ragazzo e alla sua famiglia la mia vicinanza e solidarietà".


Fra tutti spicca quello di Nicola Frantoiani (SI)

“Non so se le forze dell’ordine riusciranno ad individuare le responsabili, ma se questo accadrà - prosegue il leader di SI - la pena più efficace per queste ragazze sarebbe quella di ripercorrere quel sentiero di disperazione che fu la Shoah. ““Sono pronto ad accompagnarle ad Auschwitz, a Mauthausen, a Fossoli, alla Risiera di San Sabba. Chissà se dopo - conclude Frantoiani - saranno ancora capaci di gesti così odiosi e stupidi”.
 
Ecco, forse un giretto guidato ad Auschwitz, insieme ai genitori, non gli farebbe male!

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31/1/2022 - 10:31

AUTORE:
Dolores

Direi che la visita ai campi di sterminio con genitori fratelli e sorelle è un ottimo punto di partenza...poi magari un pochino di servizio sociale nei reparti pediatrici oncologici e un altro pochino nelle strutture per anziani potrebbe aiutare a conoscere la compassione, a suscitare per lo meno quel sano senso di vergogna per l' inaudita violenza che denota la totale mancanza di sensibilità verso il dolore e la sofferenza...
a suscitare in loro la presa di coscienza e il pentimento per aver commesso un atto così spregevole e ingiustificabile...
coinvolgere comunque la classe e la scuola non sarebbe inutile vista la passività degli alunni presenti.